Commessa Inps, Boeri gela i lavoratori del call center

Il presidente dell’Istituto di previdenza sociale taglia corto: «Ci sarà un bando» Sono 560 i dipendenti del sito di Pettino che rischiano di perdere il posto
L’AQUILA. Finora l’Inps non aveva dato risposte alle istituzioni locali. Ma la dichiarazione del presidente Tito Boeri, durante la trasmissione “La Gabbia” di La7, ha lasciato senza parole i 560 operatori del call center “Lavorabile”, che attendono il prossimo bando per l’assegnazione della commessa Inps-Inail-Equitalia, a cui stanno lavorando in proroga fino a giugno.
«Come faccio ad assicurare che i lavoratori del call center Inps dell’Aquila non perderanno il posto? Noi vogliamo aiutarli», ha affermato Boeri dagli schermi di La7, «ma ci sono delle leggi, ci sarà una procedura di gara». La trasmissione, andata in onda mercoledì sera, era stata in parte registrata all’Aquila durante l’assemblea aperta dedicata al settore dei contact center, organizzata sabato scorso dall’associazione Lavori@amo per L’Aquila. Al numero uno dell’Inps è stata consegnata la lettera con le firme dei 560 addetti aquilani. Il sito di Pettino, che gestisce la commessa in subappalto da Transcom, è il più grande fra i dieci italiani dove 2.300 lavoratori sono col fiato sospeso. Dal capoluogo abruzzese è partita la regìa della mobilitazione nazionale, con l’appoggio massiccio, e trasversale, della politica locale. Il nuovo bando è atteso fra qualche settimana: «Abbiamo sottoposto una proposta di bando anche all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione», ha aggiunto Boeri, «e alle altre autorità. Ne parleremo quando ci sarà il testo del bando. Volete dire», ha chiosato rispondendo al giornalista, «che dobbiamo dare a tutti i costi la commessa a queste persone?». Una doccia fredda, per gli operatori aquilani: ieri mattina, al call center serpeggiavano preoccupazione e malumore. Del resto, l’assemblea di sabato scorso è servita proprio per mantenere alta l’attenzione sulla vertenza: il presidente dell’associazione Lavori@mo per L’Aquila Venanzio Cretarola ha sottolineato che «nonostante la grande attenzione riservata dalla politica a questa vicenda, non possiamo stare tranquilli, visto che i vertici dell’Inps, finora, non hanno dato risposte alle istituzioni. Abbiamo in mano solo il comunicato stampa dei sindacati, in cui si fa chiarezza sull’applicazione della clausola sociale anche alle aziende che lavorano in subappalto. Ed è proprio il caso dell’Aquila, dove il 90% della commessa viene gestito in subappalto. Adesso, vogliamo vederlo scritto nel testo del bando che l’ente sta elaborando, dopo che abbiamo scongiurato il rischio del massimo ribasso sul costo del lavoro». Secondo Cretarola, «va garantita anche la continuità occupazionale, cioè il passaggio del personale dall’azienda uscente a quella che subentra senza interruzione del rapporto di lavoro: i dipendenti non devono essere licenziati e poi riassunti».
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