Commissariamento Asl, rotto il fronte dei sindaci

In dieci lanciano il paracadute al manager Testa: disastro che arriva da lontano Di Pangrazio replica: questa è una battaglia per la difesa della sanità marsicana
AVEZZANO. Unità in frantumi sul fronte della disastrata sanità marsicana, con i sindaci di centrodestra a far scudo al manager dell’Asl Roberto Testa. All’indomani della discussione e approvazione del documento portato al vaglio del parlamentino dei sindaci da Gianni Di Pangrazio (dato per approvato da 32 Comuni) cresce la pattuglia dei dissidenti, quasi tutti di centrodestra, che contestano le modalità del summit. Sul versante opposto, invece, tre consiglieri di maggioranza di “Avezzano al centro”, puntano il dito contro i sindaci che non hanno sottoscritto il documento con le richieste ad Asl e Regione per segnare una svolta nella gestione della pandemia.
Ma partiamo dai dissidenti. Per i sindaci Settimio Santilli (Celano), Cesidio Lobene (Trasacco), Pasqualino Di Cristofano (Magliano de’ Marsi), Antonella Buffone (Balsorano), Simone Angelosante (Ovindoli), Mirko Zauri (Pescina), Nazzareno Lucci (Massa d’Albe), Angelo Di Paolo (Canistro), Sara Cicchinelli (Civita d’Antino), Gianluca De Angelis (Lecce nei Marsi nonché commissario della Comunità montana marsicana), «è inaccettabile la modalità di discussione di un documento collegiale fondamentale. È bene chiarire che nell’assemblea dei sindaci, non si doveva firmare una presa d’atto del consiglio comunale di Avezzano, perché tutti gli altri Comuni hanno pari dignità e sovranità. Vi è stata una spettacolarizzazione indegna di una situazione emergenziale con rimpallo di accuse e responsabilità sull’ospedale di Avezzano. Lo stato critico della sanità marsicana è il frutto di una annosa e disattenta politica sanitaria aziendale non certo figlia di quest’ultimo anno. Oggi si è solo raggiunta la punta dell’iceberg».
Il disastro sanità, quindi per i dieci sindaci, viene da lontano. Una buona ragione per non crocifiggere il manager Testa, anche se la gran parte delle richieste del documento «è condivisibile. Il commissariamento della sanità in questo momento», sottolineano, «andrebbe a determinare un’ulteriore situazione di stallo nel periodo di massima emergenza: non ce lo possiamo permettere. Ora è tempo di lavorare e sopperire subito alle mancanze e alle oggettive carenze emerse nella Marsica». Diametralmente opposto il pensiero dei consiglieri avezzanesi Ignazio Iucci, Cristian Carpineta e Concetta Balsorio giudicano «offensive e senza fondamenta» le argomentazioni del leghista Angelosante per «confutare i dati oggettivi sull’emergenza sanitaria, senza controprove, ma usando mere parole che perseguono solo logiche politiche. In questo momento e per questi gravi problemi», attaccano, «non hanno alcuna ragione di essere. Occorre evitare personalismi e lavorare al servizio della comunità marsicana. Ora ci chiediamo», aggiungono, «cosa pensano i cittadini di quei Comuni che non hanno condiviso il documento. Sono soddisfatti della situazione in cui versa la nostra sanità?». Le adesioni, comunque, sono ancora aperte, anche con eventuali aggiunte, «purché non stravolgano i punti salienti»
«Questa è una battaglia per la difesa della sanità marsicana», interviene Di Pangrazio, «perciò ho inviato il documento ai colleghi assenti al momento del voto affinché lo analizzino ed eventualmente emendino con altre richieste, mantenendo fermi i punti chiave condivisi dalla stragrande maggioranza dei sindaci: in primis il commissariamento dell’Asl, l’ospedale Covid dell’esercito e il potenziamento della sanità territoriale». All’inizio della settimana il documento arriverà sui tavoli del presidente della Regione, Marco Marsilio, dell’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, e del prefetto Cinzia Torraco, «per le opportune valutazioni».
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