Commissariato il Pd Ranalli resta a galla

1 Febbraio 2016

Decisione della segreteria regionale. Pingue (Psi) attacca Gerosolimo Il sindaco: «Serve stabilità per risolvere i problemi della città»

SULMONA. Un tranello bello e buono in cui il sindaco è caduto con tutti e due i piedi. Un tiro mancino arrivato da chi aveva detto di essere pronto a dargli una mano. Invece non si trattava altro che dell’ennesima “strategia politica” mirata a dividere e a spaccare.

I consiglieri che fanno riferimento all’assessore regionale Andrea Gerosolimo hanno prima manifestato la disponibilità a dare una mano per il bene della città, per poi tirarsi indietro appena il sindaco ha azzerato la giunta. Con il risultato che Peppino Ranalli è rimasto da solo e indifeso sotto il tiro due fuochi: quello amico dei consiglieri del Partito democratico che non avevano mandato giù la sua iniziativa di allargare la maggioranza, e quello nemico dei sette consiglieri d’opposizione tutti pronti a firmare le dimissioni contestuali per mandare a casa il sindaco. E lo avrebbero fatto tra ieri e oggi se non fosse intervenuto a bloccare tutto, la segreteria regionale dei Democrat. Mandare a casa il sindaco in questo momento significava consegnare il Comune nelle mani del centrodestra. Difficilmente i sulmonesi avrebbero capito questa nuova interruzione anticipata del mandato amministrativo e lo avrebbero manifestato alle prossime consultazioni elettorali. Al termine di un incontro con gli alleati di centrosinistra, Psi su tutti, i vertici regionali del Pd hanno deciso di commissariare il circolo sulmonese del partito invitando tutti i consiglieri comunali di riferimento ad astenersi da qualsiasi iniziativa tesa a sfiduciare il sindaco.

«Ho azzerato la giunta per problemi nella maggioranza ma soprattutto per cogliere delle opportunità in più per rafforzare il governo cittadino, con la partecipazione di tutte le forze politiche del centrosinistra», ha affermato il sindaco spiegando i motivi della sua clamorosa decisione. «Per fare questo abbiamo bisogno di stabilità di correre e di portare a casa degli obiettivi. Su questo discorso io farò un ragionamento con tutte le forze politiche cittadine, ma soprattutto quelle del centrosinistra per avviare una nuova fase che ci possa portare a cogliere quegli obiettivi. Voglio ascoltare tutti, i partiti, i gruppi, i consiglieri comunali. Oggi c’è bisogno della responsabilità di tutti. Devo rispondere a chi mi ha eletto da sindaco, non ai giochi personali di questo o quell’altro politico che antepone i propri interessi a quelli della collettività. Ci vuole uno scatto d’orgoglio e bisogna andare avanti».

«La città ha delle questioni indifferibili da affrontare sulle quali si gioca il futuro dei prossimi anni», ha proseguito Ranalli, «Centrale Snam e metanodotto, ospedale, tribunale, autostrada e ferrovia ma soprattutto l’occupazione. Sono questi i temi che dobbiamo affrontare e risolvere, tutti insieme solo e soltanto per il bene della nostra città». Reduci dall’incontro con il Pd, gli esponenti del Partito socialista italiano che non hanno mai messo in discussione il loro appoggio amministrativo al primo cittadino hanno voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «Siamo rimasti molto delusi dalla posizione e dall’atteggiamento camaleontico dell’assessore regionale Andrea Gerosolimo», afferma il segretario cittadino Franco Pingue, «Per lui sarebbe stata l’occasione per sancire un accordo per il bene di Sulmona, qualificando anche la sua figura di uomo politico. Evidentemente ci siamo sbagliati ancora una volta. La sua specializzazione resta quella di mandare i sindaci a casa: lo ha fatto con Franco La Civita e voleva farlo di nuovo con Peppino Ranalli».

Claudio Lattanzio

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