Commozione e fiori per l’addio a Francesca

Folla alla cerimonia, ma alcuni hanno preferito stare fuori per evitare contatti Addolorato don Dante Di Nardo: «Ora dobbiamo solo dare spazio all’amore»
L’AQUILA. Tanto dolore e tanti fiori ieri mattina, a Pettino, per l’ultimo saluto a Francesca Soccorsi, la 38enne aquilana trovata morta alcuni giorni fa nella sua abitazione di via san Gabriele dell’Addolorata, nella zona di Santa Barbara.
Un funerale ai tempi del coronavirus, con tanta gente che è rimasta fuori dalla chiesa, suddivisa in piccoli gruppi per non accalcarsi troppo l’uno sull’altro. E molti di quelli che sono entrati in chiesa hanno lasciato lo spazio tra le persone.
Un dolore palpabile al quale don Dante Di Nardo, nel corso dell’omelia, è riuscito a dare forma. «In questo momento non ho parole, non so cosa dire», ha detto don Dante dal pulpito. «Quando abbiamo saputo quel che era successo la gola si è seccata e il respiro si è fermato. Ma in questo momento noi dobbiamo fare una cosa, sospendere il giudizio, e sospendere ogni commento. In questo momento dobbiamo dare spazio all’amore».
Francesca Soccorsi è stata trovata senza vita mercoledì scorso nella casa dove viveva con il figlio di 11 anni e il marito. Entrambi, in quel momento, erano assenti, a scuola il primo, al lavoro il secondo. Sulla morte della giovane mamma ci sono state indagini da parte degli inquirenti che hanno ascoltato parenti e amici. Da quanto è stato possibile appurare, Francesca si sarebbe tolta la vita usando un fucile, regolarmente denunciato. Un epilogo inspiegabile e inaspettato della sua giovane esistenza.
Ieri, davanti alla bara circondata di fiori, tutte le domande sono rimaste senza risposta.
Il sacerdote ha parlato di Francesca ricordando che lei si trova «nelle mani di Dio», ma quando sulla folla sono scese le parole del sacerdote che esortava a «dare spazio all’amore», la platea ha avuto un impercettibile sussulto. E in tanti hanno avuto la stessa identica reazione e hanno annuito. (cr.aq.)
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