Commozione nel ricordo delle vittime

In piazza Nove Martiri, alla caserma Campomizzi e a Onna le commemorazioni più importanti con Marsilio e Pezzopane
ONNA. Sono passati quasi 75 anni dalla strage nazifascista di Onna, che avvenne l'11 giugno del 1944. Le vittime furono in totale 17, una ragazza di poco più di 16 anni era stata uccisa il 2 giugno. Ieri mattina c'è stata, come ogni 25 aprile, la commemorazione delle vittime alla presenza di Leonardo Scimia, consigliere comunale delegato dal sindaco, dell’onorevole Stefania Pezzopane, del comandante della stazione dei carabinieri di Paganica Nunzio Gentile, di rappresentanti di forze dell'ordine e dell'Esercito, del parroco don Cesare Cardozo, e di un buon numero di onnesi. La prima parte della cerimonia si è svolta davanti alla lapide che ricorda la strage (dove non è stato possibile depositare la corona perché per un disguido il Comune ne ha inviata solo una). Il corteo si è poi diretto verso il monumento che si trova nella Villa Comunale, nel cuore del centro storico del paese ancora in gran parte da ricostruire. La corona portata da due parenti delle vittime della strage nazifascista è stata deposta sul monumento.
Le Associazioni di Onna (Onna onlus, Pro loco e Centro anziani) sono già al lavoro per organizzare, l’11 giugno, iniziative per i 75 anni dalla strage. Probabile la presenza dell'ambasciatore tedesco in Italia. La Germania dopo il terremoto è intervenuta concretamente per la rinascita del borgo, che il sisma ha cancellato.
Manifestazioni per ricordare la Liberazione anche all’Aquila e in altre frazioni, come Filetto. In città erano iniziate con una gaffe: il cancello chiuso con un lucchetto all'ingresso del piazzale ex Alenia per ricordare le vittime del bombardamento della Zecca. Lucchetto rimosso dopo una 10 minuti grazie alle tronchesi. Poi, posa della corona in piazza Nove Martiri accompagnata dalla note di "Bella ciao", davanti alle lapidi che ricordano i giovani aquilani trucidati dai nazifascisti il 23 settembre del 1943. Mentre ai 4 cantoni veniva allestita una mostra sulla Resistenza, le commemorazioni si spostavano alla Villa Comunale e successivamente alla Caserma Campomizzi, nel punto in cui fu eseguita la condanna a morte dei Nove Martiri. Molte le autorità, con il prefetto Giuseppe Linardi, il questore Orazio D'Anna, il cardinale Giuseppe Petrocchi, il presidente della Regione Marco Marsilio, il vice sindaco Raffaele Daniele, il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari.
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