Compenso alla Mazzocchi, atti a Cantone

Nel mirino una delibera del Cam che attribuisce 15mila euro all’ex assessore. Carte trasmesse anche alla prefettura
AVEZZANO. Anac e Prefettura vaglieranno la regolarità della delibera dell’assemblea del Cam sul compenso da 15mila euro all’anno all’ex assessore del Comune di Avezzano, Felicia Mazzocchi. Quell’atto amministrativo, contestato dalla minoranza, perché violerebbe “la legge Severino e lo statuto del Cam”, è in partenza verso Roma e L’Aquila, affinché sulla questione che ha animato lo scontro tra le parti si pronuncino autorità terze: il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, e il prefetto, Giuseppe Linardi. Oggi, il presidente della commissione di vigilanza, Francesco Eligi, darà il via all’operazione «mirata a fare chiarezza su quel compenso ad personam, in una società che fa acqua da tutte le parti «nella speranza che sia tutto legittimo». Più drastico l’ex sindaco, Gianni Di Pangrazio, che ipotizza un “favore politico”. «Non vorremmo», sottolinea, «che questa forzatura sponsorizzata dal sindaco De Angelis fosse strumentale per perorare disegni politici volti a salvare la sua poltrona». Il salto in avanti, verso le autorità dello Stato, è scattato per la mancata risposta alle richieste di chiarimenti avanzate dalla minoranza in commissione di Vigilanza, dove, in assenza degli interlocutori politici, il presidente del consiglio di gestione del Cam, Manuela Morgante, e il consigliere, Armando Floris, hanno potuto assolvere solo a una difesa d’ufficio della Mazzocchi. Sul tavolo sono rimasti gli interrogativi e i dubbi, sia sul rispetto o meno della legge Severino e dello statuto della società, che per la ricerca di un amministratore all’interno dei Comuni soci del Cam con la qualifica giusta per la nomina nel consiglio di sorveglianza dei sindaci al posto dell’ex assessore al Bilancio del Comune di Avezzano. Ad accendere i riflettori su quel punto della delibera assembleare contestata è il consigliere Domenico Di Berardino, che ha prima criticato l’attribuzione «dell’indennità per quel ruolo svolto da Nando Boccia senza compenso nell’amministrazione precedente» e poi puntato il dito contro le basi dubbie della delibera: «in nessun Comune socio sembrerebbe essere presente una figura professionale che abbia gli stessi requisti delle dottoressa Mazzocchi». Sulla decisione ha manifestato perplessità anche il neo-consigliere di maggioranza, Nando Boccia: «Ho lavorato anni al Cam senza indennità, ma la mia competenza non è stata considerata». A prefettura e Anac il compito di vagliare l’atto, mentre è rimasto senza risposta l’interrogativo su altri presunti “incarichi a pioggia”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

