Completato il “murale della memoria”

Il dipinto dove c’era la chiesa distrutta dal sisma: «Un modo per riscoprire la storia della nostra città»
AVEZZANO. È stato terminato il murale che troneggerà sulla collegiata di San Bartolomeo. Un via vai di curiosi in questi giorni si è recata nell’area dove un tempo sorgeva il più antico edificio sacro della città distrutto dal terremoto del 1915.
L’associazione culturale Sessantasettezerocinquantuno ha scelto proprio quel luogo per dare vita al racconto di una delle pagine della storia di Avezzano più importanti e dolorose. L’orologio con le lancette ferme alle 7.48, un minuto prima della scossa, la facciata della collegiata di San Bartolomeo e tutto intorno le ferite provocate dal terremoto. «A qualcuno piacerà tanto, a qualcuno meno e a qualcun altro per niente, però l’operazione è riuscita, complessivamente, nel suo intento: si torna a parlare della storia di questa città e dei suoi simboli dimenticati», commentano Giulio Fiocca, presidente dell'associazione promotrice e i tre membri Giuseppe Mazzei, Alessandro Maurizi e Luca Clemente Cipollone. «Alla prima ipotesi hanno risposto i tanti nostri concittadini che hanno “presenziato e vigilato” il nostro lavoro. E sull’intento ci siamo risposti da soli: sì, a quanto pare ci siamo riusciti. L’idea iniziale era quella di contattare un professionista ma ci siamo subito resi conto che le nostre tasche “piangevano miseria”. Allora abbiamo deciso di farcelo “in casa” il murale, contando sull'estro e la vena artistica di un nostro socio fondatore». L'associazione, grazie alla collaborazione dei condomini che hanno messo a disposizione la facciata del palazzo che affaccia sulla collegiata, al sostegno dell’amministrazione comunale di Avezzano e all’aiuto degli sponsor sono riusciti a realizzare questo progetto, che è il primo di una lunga serie volti a ridare lustro alla storia della città.
«Mentre terminavamo i ritocchi al murale, si è materializzata una scolaresca in visita ai resti della collegiata», hanno concluso i membri dell’associazione, «si è creato un momento veramente bello e romantico dove noi, con estrema purezza, oltre a spiegare il nostro lavoro, abbiamo invitato i ragazzi ad appassionarsi alla storia della nostra città e a tramandarne la memoria. Se questo murale servirà a riscoprire un sentimento collettivo non lo sappiamo, ma intanto se ne parla, e se ne parla tanto. E già è un passo avanti». (e.b.)
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