Comportamento antisindacale: il giudice dà ragione all’azienda

26 Gennaio 2022

AVEZZANO. Il sindacato aveva chiesto la condanna dell’azienda per comportamento antisindacale, ma il giudice ha rigettato il ricorso e condannato le parti sociali al pagamento delle spese...

AVEZZANO. Il sindacato aveva chiesto la condanna dell’azienda per comportamento antisindacale, ma il giudice ha rigettato il ricorso e condannato le parti sociali al pagamento delle spese processuali. Secondo il giudice l’azienda si era comportata in modo corretto, secondo quanto previsto dalla legge, e aveva ottemperato a tutti gli obblighi previsti. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Avezzano nei confronti della Fim Cisl dal giudice del lavoro Stanislao Fidduccia che ha respinto la domanda (ex articolo 28 dello statuto lavoratori) presentata contro un’azienda del nucleo industriale della città. Con l’istanza si chiedeva la condanna di una nota società metalmeccanica, la Tecnologie Meccaniche srl che era stata accusata di attività antisindacale.
L’azione legale era stata promossa dopo alcuni episodi in cui sindacato e proprietà erano entrati in urto relativamente a una presunta lesione di alcuni diritti sindacali delle maestranze. In particolare, l’azienda era stata accusata di non rispondere alle richieste di natura sindacale avanzate nell’interesse dei lavoratori e di rimanere a ogni richiesta chiusa in una sorta di colloquio interaziendale con i dipendenti. Dall’altra parte, l’azienda, difesa in aula dall’avvocato Emilio Amiconi, ha sostenuto di aver sempre risposto alle richieste avanzate dalle parti sociali. Durante il processo è inoltre emerso, secondo quanto disposto nella sentenza, che l’azienda oltre ad avere un normale rapporto dialettico con il sindacato, non poneva ostacoli alle ordinarie relazioni interne e informative che devono correre tra lavoratori e rappresentanze con la direzione aziendale che sosteneva di essere stata sempre rispettosa delle procedure previste dallo statuto, ma senza confondere i diritti individuali del lavoratore con l’interesse collettivo del sindacato.
«Il rapporto con il sindacato», ha sostenuto tramite il suo legale la direttrice dello stabilimento Sonia Orlandi, «deve essere dialettico e non fondato su pretese o rivendicazioni che vanno oltre il consentito dallo stesso statuto dei lavoratori».
Oltre al rigetto dell’istanza, la Fim Cisl e stata condannata dal giudice al pagamento di tutte le spese processuali. (p.g.)
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