Comune, bollette record: in un anno 5 milioni in più

4 Settembre 2022

Approvata una variazione di bilancio per fronteggiare l’impennata dei costi Daniele: «Per il 2022 fondi trovati, ma nel 2023 ci sarà il rischio di razionamenti»

L’AQUILA. Cinque milioni di euro: è la cifra che il Comune dell’Aquila spenderà quest’anno in più rispetto al 2021 per le sue bollette di luce e gas. È scritto nero su bianco in una variazione di bilancio approvata di recente. «Per ora abbiamo trovato la copertura finanziaria, ma dal prossimo anno rischiamo razionamenti»: spiega il vicesindaco Raffaele Daniele, che ha le deleghe in materia finanziaria.
Anche il Comune dell’Aquila, quindi, è alle prese con l’impennata dei rincari energetici come tutti gli altri enti pubblici nazionali. Forse ancora di più a causa del suo territorio vasto e del clima rigido invernale che la contraddistingue. Secondo l’Anci, senza un intervento economico del Governo, i sindaci dovranno anche tagliare i servizi per i cittadini per far fronte al caro bollette.
L’IMPENNATA DI LUCE E GAS
«Necessità di dare copertura alle maggiori spese legate ai rincari generalizzati delle utenze di luce e gas»: così viene motivata, citando una nota interna del 18 luglio scorso del dirigente dell’ufficio comunale competente, la variazione di bilancio approvata dalla giunta Biondi nei giorni scorsi. «Inizialmente, nell’approvazione del bilancio di previsione, avevamo previsto una crescita della spesa per luce e gas del 20% rispetto all’anno scorso. Poi, però, abbiamo dovuto fare una nuova variazione, stanziando in totale 5 milioni in più quest’anno. L’impennata della spesa vale circa il 70/80%», spiega Daniele, continuando: «Per ora abbiamo trovato la copertura economica, perché avevamo un avanzo e i proventi della lotta all’evasione». Nella stessa delibera, infatti, tra le cose, si fa riferimento a un recente pronunciamento della Corte dei Conti che consente di spendere l’avanzo di amministrazione per far fronte a spese energetiche «aumentate in misura ragguardevole».
Spiega Daniele: «Nella nostra città, proprio per le caratteristiche del suo territorio, sia quella sull’energia elettrica che quella per il riscaldamento sono due voci molto gravose sul bilancio. La prima perché il territorio comunale è sconfinato: abbiamo sì avviato un processo di efficientamento energetico per installare luci a led che consumano meno, grazie anche a fondi sovracomunali e ad accordi con privati, ma ci vuole tempo e i costi sono davvero considerevoli. Anche i consumi di gas impattano tantissimo: questa è una città molto fredda, in cui i riscaldamenti sono in funzione in molti casi da settembre a maggio».
IL RISCHIO RAZIONAMENTI
È lo stesso vicesindaco a usare apertamente la parola “razionamenti”: «Quest’anno siamo riusciti ad evitarli, ma il rischio per il prossimo esiste».
Spiega poi sulle misure che potrebbero essere prese se la situazione non dovesse migliorare: «Saranno da valutare nel dettaglio, nel caso ce ne fosse necessità. Si potrà pensare si ridurre di un grado la temperatura degli uffici pubblici, oppure di spegnere un’ora prima l’illuminazione pubblica, oppure ancora di accendere un lampione sì e uno no. Vedremo».
L’APPELLO DELL’ANCI
Daniele non parla di eventuali riduzioni nei servizi comunali per fronteggiare i rincari energetici. Ma del rischio se ne parla apertamente nel grido di allarme lanciati dall’Anci che rappresenta i Comuni e dall’Upi delle Province. «È necessario uno stanziamento straordinario di almeno ulteriori 350 milioni di euro per compensare l’impennata delle nostre spese energetiche, altrimenti i sindaci saranno costretti a tagli dolorosi dei servizi pubblici a tutto danno dei cittadini, in vista di un autunno che già si prospetta molto difficile e preoccupante»: questo l’appello nazionale lanciato nei giorni scorsi dal presidente dell'Anci Antonio Decaro e da quello dell'Upi Michele De Pascale.
«Famiglie e imprese stanno già soffrendo le conseguenze del continuo aumento dei costi dell’energia e sappiamo che il Governo sta mettendo a punto provvedimenti urgenti», continuano i due amministratori, aggiungendo: «È indispensabile che fra questi sia compresa una misura di sostegno per i Comuni e le Province, in assenza della quale i bilanci degli enti locali sono destinati a saltare».
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