Comune commissariato I preti strigliano la politica

La lettera di otto parroci: «Basta con personalismi, fazioni e giochi di partito la città è nuovamente smarrita ed è necessario lavorare per il bene di tutti»
SULMONA. Al quarto commissariamento consecutivo in quindici anni dell’amministrazione comunale è addirittura il vicariato urbano di San Panfilo vescovo ad intervenire per chiedere maggiore responsabilità ai rappresentanti politici sulmonesi. Per la prima volta nella storia politica cittadina intervengono ben otto parroci per un monito congiunto contro «inutili personalismi, fazioni e giochi di partito» L’appello arriva da Clemente Agostini della parrocchia di San Michele Arcangelo; Carmine Caione di Maria Santissima Ausiliatrice; Aladino De Iuliis di Santa Agata; Maurizio Nannarone del Santissimo Crocifisso; Waldemar Niedziolka di Cristo Re; Cherubino Sabatini di San Francesco di Paola; Gilberto Uscategui Restrepo di Santa Maria della Tomba, Santa Maria ad Nives, San Pietro e San Domenico; Domenico Villani di San Panfilo Vescovo.
«La città di Sulmona vive nuovamente un clima di incertezza e smarrimento in seguito all’ennesima conclusione anticipata del mandato di un’amministrazione comunale», intervengono gli otto parroci. «Tale notizia giunge in un momento particolarmente delicato per la nostra realtà cittadina chiamata ad affrontare ingenti sfide che pesano sul futuro del nostro popolo. La sfibrante crisi economica, la mancanza di lavoro per le nuove generazioni e per le famiglie, lo spopolamento, il crescente vuoto di valori, la sempre più urgente tutela dei beni ambientali, artistici e culturali, l’urgenza di servizi sanitari reclamano una forte responsabilità comune. Come parroci, raccogliamo il quotidiano sentire della nostra gente che sempre più ha paura dell’incertezza del futuro, perde la fiducia nelle istituzioni ed è tentata di chiudersi in una vuota rassegnazione. Sentiamo, pertanto, il dovere morale e cristiano di farci voce di coloro che auspicano una maggiore responsabilità politica». Nessun plauso, dunque, per la scelta dei nove consiglieri he giovedì scorso hanno rassegnato le loro dimissioni decretando la fine anticipata del consiglio e della giunta Ranalli. Fra i primi firmatari anche il capogruppo e l'ex segretario cittadino del Pd, Alessio Di Masci e Fabio Ranalli. Entrambi i consiglieri erano in maggioranza e restano, per ora, esponenti dello stesso partito dell’ex primo cittadino. Proprio per questo i preti delle principali parrocchie vanno oltre e lanciano un duro monito contro i vecchi metodi della politica cittadina e le solite logiche di potere. «Il momento storico chiede che si guardi sempre più all’interesse comune e al bene di tutti e non a inutili personalismi, a fazioni e a giochi di partito», aggiungono gli otto parroci. «Questi ultimi, mirando a un equilibrio opportunista, finiscono per oscurare i veri valori che animano l’impegno civile. Lungi dai nostri intenti esprimere giudizi ma, di fronte a tutto ciò, anziché cedere a un disfattismo diffuso che siede statico nella facile critica, consapevoli dell’alta vocazione religiosa, storica, umana e culturale della nostra città, invitiamo a risvegliare le nostre più nobili energie per trovare nuove vie di servizio politico-sociale. Un appello particolare, infine, lo rivolgiamo alle nuove generazioni», concludono i parroci, «future protagoniste della storia, perché prendano a cuore, con un impegno attivo e sempre più responsabile, le sorti della nostra amata città».
Federica Pantano
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