Comune costretto a rivolgersi a un legale

SULMONA. Da parte lesa a parte costretta a difendersi.Sembra un paradosso ma è così considerato che il Comune ha dovuto trovarsi un avvocato per contrastare il ricorso presentato da uno dei...
SULMONA. Da parte lesa a parte costretta a difendersi.
Sembra un paradosso ma è così considerato che il Comune ha dovuto trovarsi un avvocato per contrastare il ricorso presentato da uno dei dipendenti coinvolti nella vicenda dei furbetti del cartellino. E la parcella stimata per l’avvocato è anche abbastanza sostanziosa: ottomila euro per l’azione in giudizio contro Stefano Pezzella, unico dipendente licenziato per giusta causa dei 48 messi sotto inchiesta dalla Guardia di finanza. Pezzella, che è difeso dall’avvocato Alberto Paolini, oltre a chiedere la revoca del licenziamento e il reintegro in servizio del suo assistito, ha anche chiesto al Comune i danni morali, patrimoniali e biologici che tale vicenda gli avrebbe procurato. Secondo il difensore di Pezzella, l’azione e quindi i provvedimenti del Comune sarebbero stati tardivi, in quanto adottati a distanza di un anno e sette mesi dalla contestazione da parte della Procura. «Provvedimenti tutti da annullare», per il legale. Ed è proprio questo che è stato chiesto dal dipendente nel ricorso la cui udienza è stata fissata per il prossimo 10 settembre. (c.l.)
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