Comune, ecco il ricorso al Consiglio di Stato

17 Ottobre 2017

Ponziani: il principio di governabilità deve prevalere sulla rappresentatività Ma si cercano stampelle in caso di sconfitta-bis: Casciere primo alleato

AVEZZANO. L’avvocato Bruno Capponi, professore ordinario alla Facoltà di giurisprudenza dell’Università Luiss, ieri mattina ha depositato il ricorso al Consiglio di Stato puntando innanzitutto a ottenere la sospensiva del provvedimento del Tribunale amministrativo regionale e successivamente, nel merito, la revoca della sentenza. In attesa di decisioni ufficiali, il Comune ha inviato un documento in prefettura per avere un parere su come procedere.
La sentenza del Tar ha applicato il caso dell’anatra zoppa, assegnando 13 seggi all’opposizione guidata da Gianni Di Pangrazio, l’avversario sconfitto da Gabriele De Angelis dopo il ballottaggio delle elezioni di giugno, due seggi ai consiglieri Francesco Eligi (Movimento 5 Stelle) e Leonardo Casciere, e nove alla coalizione del sindaco in carica. Un palese caso di ingovernabilità che rischia di minare fortemente la stabilità amministrativa. Con un altro atto specifico, notificato sempre ieri, anche cinque consiglieri su sei direttamente destinatari della sentenza del Tar – coloro che potrebbero abbandonare i seggi – hanno proposto «motivato ricorso in appello contro la decisione dei giudici amministrativi abruzzesi». «Atteso l’irrimediabile danno che potrebbe derivare dall’esecuzione della sentenza», spiega il consigliere Massimo Verrecchia (Avezzano Popolare), «è stata richiesta anche la sospensiva del provvedimento in modo da consentire un necessario approfondimento della prima decisione che, a nostro avviso, appare evidentemente errata». I consiglieri Chiara Colucci, Mauro Di Benedetto, Pierluigi Di Stefano, Mariano Santomaggio e Verrecchia hanno conferito mandato agli avvocati Sandro Gallese e Guido Ponziani del Foro di Avezzano. Non ha fatto ricorso Francesco Paciotti. «Il tutto pagato a nostre spese», precisa Verrecchia. Nei giorni scorsi la coalizione Di Pangrazio ha punto l’indice contro «gli sprechi», visto che la difesa davanti al Tar è costata 17mila euro e quella al Consiglio di Stato ne costerà altri 23mila.
La decisione della giustizia amministrativa sulla sospensiva è attesa per i prossimi giorni.
«C’è un’errata interpretazione della norme del Testo unico in materia elettorale», precisa l’avvocato Ponziani, «il Consiglio di Stato ha già affermato il principio che la governabilità debba prevalere sulla rappresentatività in modo da garantire la stabilità del governo cittadino. Nella sentenza del Tar ci sono una serie di incongruenze, tutte rimarcate nell’appello depositato».
Ieri, intanto, è slittato ad altra data il consiglio comunale convocato dalla presidente Iride Cosimati prima del pronunciamento del Tar. Si doveva discutere di interrogazioni e interpellanze, a cominciare da quella per la salvaguardia del tribunale. Uno dei punti nevralgici del futuro di Avezzano. Anche per tale ragione De Angelis e gli alleati preparano la strada a un’altra eventuale sentenza sfavorevole. Il sindaco ha dichiarato che non ha intenzione di dimettersi e che non farà inciuci con Di Pangrazio. Ma le manovre per fornire le stampelle al gruppo De Angelis sono in corso. Si guarda con favore verso aree moderate della coalizione avversaria (Udc?) e si strizza l’occhio a Leonardo Casciere. Quest’ultimo, in caso di riconteggi, potrebbe ottenere due seggi. «Serve un governo di salute pubblica per evitare commissariamenti che la città non può permettersi», è il messaggio di Casciere, «e sono pronto ad accettare, ma ciò senza piegarmi ai voleri di nessuno. Già il rinvio del consiglio comunale è grave, figuriamoci quali potrebbero essere i danni in caso di caduta dell’amministrazione. I punti centrali sono il programma e il bene della città».
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