Comune in affanno Servono sette milioni per i contabilizzatori

11 Giugno 2016

I dispositivi servono a rilevare i consumi individuali L’Europa minaccia sanzioni da 500 a 2.500 euro per alloggio

L’AQUILA. Ancora sei mesi di tempo per dotare i 4.856 appartamenti del Progetto Case di contabilizzatori per la rilevazione dei consumi individuali. Il tempo scorre inesorabile e, mentre si avvicina la scadenza imposta dall’Unione europea, il Comune dell’Aquila non sa proprio a quale santo votarsi. All’appello, infatti, mancano i sette milioni di euro necessari per dotare gli impianti di riscaldamento dei dispositivi per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore, voluti dall’Europa in materia di efficienza energetica. Se l’Europa conta di risparmiare il 7% dei consumi, il Comune non sa davvero dove mettere le mani, viste le arcinote ristrettezze di bilancio che hanno rischiato di far saltare la consiliatura. Né, a oggi, si sa nulla dei milioni promessi dal Governo. Quella del 31 dicembre non è una scadenza aleatoria o prorogabile, perché quando c’è di mezzo l’Ue non si scherza. Infatti, in caso di mancato adeguamento, si rischia una sanzione che va da 500 a 2.500 euro ad alloggio. Il problema non riguarda solo le piastre del Progetto Case, ma tutti i condomini con impianti di riscaldamento centralizzati. Gli amministratori degli stabili privati non vogliono farsi trovare impreparati e si stanno attivando per adeguare gli impianti alle direttive dell’Ue, ma per il Comune è più complicato, non fosse altro a causa della mole di dispositivi che si trova a dover installare. «Ci vogliono tre contatori per ogni singolo appartamento», spiega l’assessore alle Finanze, Giovanni Cocciante, «il che si traduce in una spesa di circa sette milioni di euro, che non abbiamo. Certo quella dell’Aquila è una situazione anomala. Se lo Stato non ci aiuta non sappiamo davvero come fare. Non possiamo permetterci di fare il gioco dell’oca», aggiunge Cocciante. «È chiaro che per L’Aquila c’è bisogno di un decreto a parte. Del resto, in Europa sanno benissimo che catastrofe abbiamo affrontato e stiamo ancora affrontando. Non possono far gravare sui cittadini anche questa spesa». Cocciante non lo dice, ma è chiaro che in mancanza di un intervento “dall’alto”, qualcuno dovrà pur provvedere a installare questi dispositivi, e se non lo fa il Comune l’onere potrebbe ricadere ancora una volta sugli assegnatari. Quello dei contabilizzatori sembra proprio un problema insormontabile per il Comune, che avrebbe dovuto metterli già in funzione, a prescindere dalle normative europee, già a partire dal primo aprile per il rilevamento dei consumi individuali in ogni singolo appartamento. A stabilire la data del primo aprile 2016 è stata una legge dello Stato, in base alla quale il pagamento delle utenze non deve più avvenire in rapporto ai metri quadrati dell’alloggio, ma in base ai consumi reali. La questione già da tempo è al centro di polemiche, tanto da spingere i residenti del Progetto Case a rivolgersi al Tar. Il tribunale, diverse settimane fa, ha stabilito che non spetta alcun rimborso fino al 31 marzo 2016 per le somme pagate in più con il calcolo a metro quadrato, ma il Comune deve adeguare gli impianti in maniera da consentire la misurazione dei consumi reali.

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