Comune, la commissione Sanità deciderà sugli uffici da riaprire

3 Marzo 2020

Convocata per domani, il sindaco Biondi relazionerà sulla situazione al momento nel capoluogo Intanto nel reparto di Malattie infettive ci sono quattro pazienti sotto osservazione precauzionale

L’AQUILA. L’unica paziente, finora, alla quale è stato diagnosticato ufficialmente il coronavirus (Covid 19), dopo tre test – di cui il primo negativo e gli altri due positivi – all’Aquila, sta migliorando. È la dottoressa di Bergamo, che ha contratto il virus a contatto con il fidanzato, medico ospedaliero a Brescia.
In osservazione ci sono altri quattro pazienti – l’ultimo è stato ricoverato ieri sera – mandati in ospedale a scopo precauzionale, e per i quali sono in corso le analisi. Ma sono molte le segnalazioni, che comunque non rientrano tra i criteri stabiliti dal ministero della Salute per il coronavirus, come conferma il direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive del San Salvatore, Alessandro Grimaldi. Che ieri mattina ha incontrato, insieme ad altre autorità sanitarie, il sindaco Pierluigi Biondi, che ha, in qualità di primo cittadino, la responsabilità in materia sanitaria.
Il sindaco ha voluto conoscere la situazione, come massima autorità del settore, e come viene affrontata a livello medico, qual è l’impatto e se la situazione può essere allarmante o meno. Ma dal professor Grimaldi ci sono rassicurazioni, almeno per il momento, nel senso che non ci sono situazioni di malati gravi. E per “gravi”, viene precisato da Grimaldi, si intendono pazienti con insufficienza respiratoria grave.
Al momento, comunque, in Abruzzo il reparto di Malattie infettive dell’Aquila è quello che ha più possibilità di ospitare pazienti colpiti dal coronavirus, in quanto ha una struttura adeguata con 10 stanze a “pressione negativa”, con la possibilità di aprirne altre due nell’immediato. E l’eventuale riattivazione dell’ex G8 dove potrebbero essere allestite altre 14 stanze a “pressione negativa”. Ma questo solo i caso di ricovero di malati gravi.
Nel corso della settimana a questo proposito ci saranno altri incontri, con tecnici dell’Asl e personale della Protezione civile. E anche per allestire stanze a “pressione negativa” nel reparto di Rianimazione del San Salvatore.
Una situazione, dunque, che al momento di potrebbe definire di allerta, ma non di allarme. E anche dalla Cina arrivano notizie confortanti, perché, come ha reso noto l’Ansa ieri, «la provincia dello Zhejiang, in Cina Orientale (dalla quale proviene la maggior parte dei cinesi in Italia), ha ridotto il livello di emergenza passando da quello uno a quello due».
Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi al momento conferma che l’ordinanza per l’accorpamento di alcuni uffici comunali, trasferiti in altre sedi per questioni di opportunità sanitaria – dove ci sono i vetri che evitano il contatto diretto tra pubblico e impiegati – scadrà giovedì 5 marzo. Da venerdì, quindi, tutto dovrebbe tornare alla normalità, salvo imprevisti.
Ma a questo proposito, proprio per fare il punto della situazione, per domani mattina è prevista la riunione della terza Commissione comunale consiliare, presieduta dalla consigliera Chiara Mancinelli, che si occupa anche di Igiene e sanità, oltre a servizi sociali, problemi del lavoro, volontariato e associazionismo, anziani, politiche giovanili, cultura, promozione culturale, diritto allo studio, scuola, asili nido, università e ricerca scientifica e tecnologica, sport e promozione sportiva.
Il sindaco relazionerà in Commissione sullo stato delle cose per quanto riguarda il coronavirus e la stessa Commissione – che è una sorta di consiglio comunale ridotto, in quanto sono presenti i rappresentanti di tutti i partiti e movimenti che compongono l’assise civica – aiuterà il primo cittadino a prendere una decisione, ovvero se prorogare l’ordinanza di “accorpamento” di alcuni uffici comunali, oppure se venerdì far tornare tutto alla normalità. Qualcuno dei consiglieri ha anche suggerito l’uso delle mascherine, ma non garantirebbero la non trasmissione del virus perché restano scoperte le congiuntive, il sottile tessuto che copre la parte interna delle palpebre.
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