Comune, la maggioranza scricchiola

L’assessore Angelucci minaccia le dimissioni ma poi fa dietrofront. E tra 4 consiglieri nascono future alleanze
SULMONA. Ha minacciato di dimettersi per poi fare marcia indietro dichiarandosi pronto ad accogliere suggerimenti e proposte che arriveranno dai consiglieri di maggioranza. L’assessore ai Lavori pubblici Nicola Angelucci, finito al centro delle proteste di tre consiglieri dissidenti, Andrea Ramunno, Deborah D’Amico e Mauro Tirabassi per aver confezionato un piano triennale delle opere pubbliche senza coinvolgere il resto della maggioranza è pronto a fare il mea culpa e a inserire nel prossimo bilancio quelle variazioni chieste dai tre “ribelli”. Ma la decisione assunta in sede di commissione Bilancio dai tre è di fatto l’avvio di un nuovo percorso politico-amministrativo che prevede la costituzione di un fronte unico composto da quattro esponenti della maggioranza, due dei tre dissidenti (D’Amico e Ramunno) e due del gruppo Avanti Sulmona, (Fabio Pingue e la presidente del consiglio comunale Katia Di Marzio). L’obiettivo del nascente gruppo consiliare non è quello di aprire una crisi che porterebbe dritto alla caduta del sindaco, ma di creare un nuovo modo di essere forza di maggioranza. Non solo portatori di decisioni calate dall’alto, come è finora accaduto, ma componenti attivi di un’amministrazione che deve cambiare passo dando un nuovo impulso all’attività della giunta e alla coalizione civica che sostiene il sindaco Annamaria Casini. Plesso unico scolastico sì, ma anche la ristrutturazione di due edifici storici come la scuola di Bagnaturo e l’asilo Regina Margherita. La riorganizzazione della macchina comunale che si è improvvisamente arenata dopo l’alzata di scudi del comandante della polizia locale, un progetto di rivitalizzazione del centro storico e più attenzione ai bisogni dei cittadini delle frazioni. Idee chiare, dunque, anche se i quattro non hanno per ora spiegato se confluiranno tutti in un unico gruppo politico o se Avanti Sulmona resterà ancora in pista. Discorso diverso per Tirabassi, preso ormai tra due fuochi con il vicesindaco Mariella Iommi che non avrebbe alcuna intenzione di lasciare la giunta e gli altri componenti di Fratelli d’Italia, a cui Alleanza per Sulmona fa riferimento, i quali spingono, invece, per l’uscita dalla maggioranza in vista delle prossime elezioni regionali. Intanto, contro la presa di posizione dei tre dissidenti è salita in cattedra la consigliera Roberta Salvati che ha distribuito bacchettate a tutti riservandone qualcuna in più per Ramunno. «La città non ha bisogno di giochi e personalismi, ognuno di noi è stato eletto per assumersi le proprie responsabilità con senso del dovere», ha detto Salvati tentando di allontanare lo spauracchio dell’ennesima crisi che porterebbe la città a una fine anticipata della consigliatura.
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