Comune senza risorse Uffici a rischio paralisi

14 Gennaio 2015

Ricostruzione, manca la delibera Cipe per i dipendenti ex Abruzzo engineering L’assessore al Bilancio: «Dotazione organica insufficiente, serve una soluzione»

L’AQUILA. Mancano i soldi per pagare il personale e la macchina della ricostruzione rischia di bloccarsi completamente.

La legge di Stabilità ha destinato l’1 per cento dei fondi all’assistenza tecnica per la ricostruzione del cratere sismico, ma la delibera Cipe non è ancora stata emanata e passerà del tempo prima che le somme siano disponibili nelle casse comunali. Di stato di emergenza parla l’assessore al Bilancio Lelio De Santis, che invita il governo «a fare presto». «Senza il trasferimento immediato dei finanziamenti», avverte, «si rischia il blocco totale delle pratiche relative alla riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma e all’assistenza alla popolazione».

Lavoro svolto dagli uffici comunali, con il supporto degli ex dipendenti di Abruzzo Engineering, molti dei quali sono in cassa integrazione. A fine mese scadrà anche la proroga per quattordici precari del Comune. E non si ha alcuna garanzia sul rinnovo dei contratti. Una situazione di impasse che, per stessa ammissione di De Santis «pone in forse il corretto funzionamento della struttura comunale, in particolare degli uffici che verificano i progetti di ricostruzione, acquisiscono la documentazione, liquidano le somme relative alle ristrutturazioni delle abitazioni danneggiate dal sisma e archiviano le pratiche».

Alcuni di questi compiti sono stati finora svolti esclusivamente dai lavoratori di Abruzzo Engineering. «La dotazione organica del Comune è assolutamente insufficiente a far fronte a tutte le esigenze di un territorio terremotato, che dev’essere ricostruito fisicamente e sul piano sociale», dichiara De Santis. «Mancano almeno duecento unità, un po’ in tutti i settori. L’ufficio turismo non ha neppure un addetto, tutti gli altri sono in sofferenza, in particolare gli sportelli della ricostruzione, chiamati a espletare una mole di pratiche enorme».

Raschiando il fondo del barile l’amministrazione comunale ha recuperato tra i 600 e gli 800mila euro, somma ancora suscettibile di modifiche. «Soldi sufficienti alla copertura economica del personale fino a febbraio, non oltre», sottolinea De Santis. «Se nel frattempo il governo non provvederà a erogare quanto dovuto, la macchina della ricostruzione si incepperà». Il problema degli ex lavoratori di Abruzzo Engineering investe anche il Genio civile, che fa capo alla Provincia, l’anello debole della catena: anche qui le pratiche si arenano per mancanza di personale. «La convenzione con Abruzzo Engineering non può essere rinnovata in mancanza della delibera Cipe che assegna i fondi per il personale degli uffici ricostruzione», conclude De Santis. «Siamo riusciti a reperire le somme minime per assicurare la copertura di due mesi di lavoro, ma non possiamo andare oltre».

Monica Pelliccione

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