Comune, è polemica sugli orari

24 Gennaio 2015

Simone Tempesta della Uil-Fpl attacca: annullati gli accordi, ricorreremo alle vie giudiziarie

L’AQUILA. Immediata sospensione della circolare che annulla gli accordi sull’orario. Altrimenti si minaccia il ricorso «nelle opportune sedi giudiziarie».

Ad alzare la voce, per rappresentare le istanze dei dipendenti del Comune, è il segretario della Uil-Fpl Simone Tempesta. Tra il personale dell’ente sarebbe in atto un «grosso stato di agitazione, in quanto il dirigente del settore Risorse Umane» sottolinea Tempesta, «con un atto unilaterale ha annullato gli accordi vigenti della contrattazione di secondo livello su plus e minus orario, modificando radicalmente l’ intesa e conseguentemente il sistema di rilevazione delle presenze all’interno del Comune».

Secondo Tempesta, non è stata presa in considerazione la richiesta di un incontro, per discutere delle questione e l’amministrazione comunale avrebbe fornito una risposta «assolutamente evasiva e dimentica dei diritti dei lavoratori». Nel frattempo, le modifiche all’accordo entreranno in vigore a partire dal 30 gennaio. «E’ ora di finirla» afferma Tempesta «con politici e dirigenti che umiliano i lavoratori, sottraendosi ingiustificatamente al confronto ed eludendo la contrattazione di secondo livello. Esigiamo il massimo rispetto per chi quotidianamente, con spirito di abnegazione e sacrificio, si reca sul posto di lavoro per erogare servizi all’intera cittadinanza, anche in situazioni estremamente disagiate. Il personale del Comune sente su di sé il peso esorbitante di una gigantesca spada di Damocle, tesa a reprimente ogni spirito di iniziativa costruttiva e ad annullare qualsiasi conquista sindacale avvenuta nel corso degli anni. Questa situazione sta facendo venir meno lo spirito di collaborazione tra tutto il personale». La Uil è comunque disponibile al confronto.

«L’aspetto veramente paradossale della vicenda» aggiunge Tempesta «è che un operatore che si trovasse a svolgere le proprie funzioni al servizio di un cittadino, magari in attesa di essere ricevuto da tempo, allo scoccare del termine dell’orario di servizio dovrebbe chiedere l’autorizzazione a continuare a svolgere il lavoro al proprio dirigente e, ove questo non fosse possibile, sarebbe costretto a chiedere al cittadino di tornare successivamente».

Romana Scopano

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