Comuni minori, pratiche in tempi rapidi

11 Luglio 2014

L’ufficio speciale di Fossa istruisce i progetti della ricostruzione in 37 giorni di media. L’Ance: quello che manca sono i fondi

L’AQUILA. Tempo medio d’istruzione delle pratiche di 37 giorni, grazie al nuovo sistema parametrico della scheda Mic (Modello integrato del cratere), lo strumento omologo alla scheda parametrica aquilana entrato in vigore lo scorso febbraio con l’intento di velocizzare la ricostruzione nei paesi, anche in virtù del fatto che viene allegato al progetto rendendo inequivocabile l’assegnazione corretta dei contributi. A quattro mesi di distanza, gli “effetti” del nuovo strumento sono dunque concreti e tangibili: in tutto il cratere sono operativi, attualmente, 862 cantieri. Un risultato illustrato mercoledì scorso nella sede dell’Ance (Associazione nazionale dei costruttori) dal coordinatore dei sindaci delle aree omogenee, Emilio Nusca, dal dirigente dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni (Usrc), Paolo Esposito e da Raffaello Fico, responsabile del settore Ricostruzione privata. Un incontro servito anche a riconfermare da parte dei giovani imprenditori dell’Ance e del loro presidente, Pierluigi Frezza, la volontà di partecipare ai processi della ricostruzione, oltre che per fare il punto sulla situazione nei Comuni colpiti dal sisma. Secondo i dati elaborati dall’Usrc ed esposti da Fico, a oggi sono stati rilasciati 19 contributi relativi al modello parametrico Mic per un importo complessivo di 20 milioni di euro, con la conseguente apertura di quattro cantieri all’interno dei centri storici dei Comuni del cratere, mentre sono in compilazione 562 pratiche (632 milioni). La media di 37 giorni per l’istruttoria “Mic”, è segno che la procedura individuata funziona e che permette a cittadini, tecnici e comuni, di far procedere la ricostruzione con efficienza, fermo restando la continuità dell’erogazione dei fondi da parte del governo ma anche la capacità dei Comuni di utilizzare i fondi. Avere a disposizione le risorse per finanziare i progetti è, a questo punto, la priorità. «Ci auguriamo venga presto definita la costanza dei fondi» ha detto Frezza «come ci hanno garantito esponenti del governo. C’è assoluto bisogno di flussi adeguati di risorse in tempi adeguati alla rinascita dei centri storici. Moltissime imprese locali hanno capacità e voglia di ricostruire il loro territorio e non vogliono perdere questa occasione». Intanto, sempre secondo i dati dell’Usrc, per la ricostruzione pubblica sono stati stanziati 126 milioni (per il triennio 2013/2015), corrispondenti a 150 progetti per 77 milioni già disponibili per cassa e interventi all’interno degli ambiti dei piani di ricostruzione per 49 milioni, mentre sono stati avviati 31 bandi di ricostruzione pubblica per 10 milioni. Già disponibili anche i 136 milioni di euro per completare la messa in sicurezza di 150 edifici scolastici dentro e fuori cratere, nell’ambito del piano “Scuole d’Abruzzo-il futuro in sicurezza”. Al momento sono in corso i bandi per l’affidamento di oltre 16 milioni di lavori che inizieranno entro l’estate. Non tutti i Comuni, però, hanno la stessa capacità di tiraggio dei cantieri e della ricostruzione, come ha spiegato Nusca, in quanto «ci sono Comuni più virtuosi e meno virtuosi».

Marianna Gianforte