Comuni senza 111 segretari Caruso s’appella a Salvini

Grido d’allarme al ministro dell’Interno lanciato dal presidente della Provincia: i disservizi e le spese maggiori nei paesi montani con meno di tremila abitanti
CASTEL DI SANGRO. Una lettera al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e alla ministra della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, per rappresentare «la grave condizione in cui versano i piccoli Comuni del territorio provinciale aquilano, e ciò per via della carenza di organico di segretari comunali, che implica la sostanziale paralisi delle stesse amministrazioni». L’unico esponente istituzionale a sposare (sinora) la causa dei sindaci dei piccoli centri alla ricerca spasmodica e disperante di un segretario comunale, è il presidente della Provincia, Angelo Caruso, che dopo aver toccato con mano, lui stesso sindaco di Castel di Sangro, i problemi dei territori in lotta contro tutto (caro pedaggi, ricostruzione, blocco dei trasferimenti statali, blocco del turn over, chiusura delle scuole) ha scritto ai due ministri. Quello a Salvini e Bongiorno è un grido di dolore dei sindaci dei Comuni che contano meno di 3mila abitanti – cosiddetti di fascia 4 – dall’Aquila alla Marsica, dall’Alto Sangro alla Valle Peligna. In tutto l’Abruzzo ce ne sono 135 e 111 non hanno il segretario. Per lo più paesi che hanno poche centinaia di anime (180 persone a Campotosto, meno di mille a Lucoli, per esempio), quelli che rischiano di scomparire sotto ai colpi dello spopolamento e che della figura di un segretario comunale hanno bisogno come l’acqua. Soprattutto se rientrano nel perimetro dei crateri sismici, dove agli atti ordinari si aggiungono quelli della ricostruzione. E quando manca il segretario, non può tenersi un consiglio comunale; non si firmano atti; non si bandiscono gare d’appalto; non si gestiscono contenziosi. Addirittura «non si possono portare avanti gli adempimenti legati alle elezioni», come spiega il sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi, che sottolinea anche che «ad aggravare la situazione è la cosiddetta Quota 100 che manderà in pensione altri segretari». Ieri tre sindaci dell’Alta Valle dell’Aterno – oltre a Giorgi anche quello di Campotosto, Luigi Cannavicci, e di Scoppito, Valter Chiappini – sono stati ricevuti dal prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, che conosce bene la situazione (è al prefetto che un sindaco deve rivolgersi ogni sacrosanta volta che ha bisogno di un segretario) e che proprio ieri ha riportato la problematica al sottosegretario Vito Crimi. Un costo, quello dei segretari, anche molto ingente. Un esempio lo fa l’assessore al Bilancio del Comune di Civitella del Tronto, Gabrielle Marcellini: «Abbiamo speso nel 2017 oltre 40mila euro per due giorni settimana». I sindaci sollecitiamo il governo «a individuare una soluzione ponte rispetto al concorso appena concluso per un esiguo numero di 291 posti, e che non arriverà a un esito concreto prima di due anni. Occorre la nomina di un vicesegretario oppure un decreto ad hoc». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

