Con il confinamento differenziata al 43%

Rifiuti, Ianni (Asm): con le famiglie in casa c’è stata un’impennata, prima eravamo appena al 38%
L’AQUILA. In molte città d’Italia la pandemia sta creando non pochi problemi al settore del riciclo e dello smaltimento dei rifiuti. Non all’Aquila, che su questo aspetto, come sul numero dei contagi, si sta rivelando un’isola felice. A quasi quaranta giorni dall’inizio del lockdown, il sistema cittadino della raccolta e del trattamento dei rifiuti sta tenendo, nonostante, con la gente obbligata a stare in casa, ci sia stata una prevedibile impennata della quantità di immondizia prodotta dalle famiglie. Un aumento che però, spiega Fabio Ianni, responsabile del Servizio Macerie e Igiene Urbana dell'Asm, è stato ampiamente compensato dalla diminuzione dei rifiuti provenienti da bar, locali e attività commerciali: «Dall’inizio dell’emergenza, raccogliamo una minore quantità di vetro e di frazione organica riconducibile alla filiera della ristorazione. Stando in casa, inoltre, i cittadini prestano più attenzione al conferimento. Siamo passati da una percentuale di differenziata del 38% nel mese di febbraio a una del 43% nel mese di marzo».
Una delle prime mosse compiute dall’azienda dopo la proclamazione dello stato di emergenza, è stata la formazione di una squadra speciale, composta da due persone, addette solamente al ritiro dei rifiuti delle persone poste in quarantena obbligatoria. «Parliamo, al momento, di una trentina di nuclei familiari», racconta Ianni, «alla raccolta di questi rifiuti, che, come hanno stabilito alcune direttive del governo e dell’Istituto superiore di sanità, non devono essere differenziati, pensano due nostri addetti, muniti di dispositivi di sicurezza che coprono tutto il corpo. I rifiuti, già chiusi con due o più sacchetti, vengono ulteriormente sigillati e poi tenuti nove giorni in quarantena, prima di essere portati in un impianto Tmb (Trattamento meccanico-biologico)». Nuove disposizioni per lo smaltimento sono state stabilite, in verità, anche per chi non è in isolamento e prevedono il conferimento di fazzoletti di carta, guanti monouso, mascherine protettive e rotoloni usa e getta non nei contenitori della carta, dell’umido o della plastica ma in quello nell’indifferenziato. Finora gli aquilani si sono dimostrati abbastanza virtuosi.
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