«Con il sindaco nessun accordo sottobanco»

Il Passo Possibile respinge le accuse di consociativismo e attacca gli alleati: insulti inaccettabili
L’AQUILA. «Con Biondi e il centrodestra nessun consociativismo né accordi sottobanco». In una conferenza stampa convocata il 31 dicembre per tracciare un bilancio dell’attività politica svolta nel 2019 sia in consiglio comunale che in Regione, il Passo Possibile respinge le accuse piovutegli addosso dal resto dell’opposizione in seguito alla decisione di non far mancare il numero legale nel consiglio comunale sul bilancio che ha sancito la rottura tra la Lega e Pierluigi Biondi, aprendo una crisi di maggioranza poi ulteriormente aggravatasi con la spaccatura avvenuta all’interno di Fratelli d’Italia.
«Se abbiamo partecipato a quel consiglio è stato proprio per dimostrare come ormai non ci fosse più una maggioranza», ha affermato in conferenza stampa Americo Di Benedetto, affiancato, per l’occasione, dal presidente del Passo Possibile Fabrizio Ciccarelli e dai consiglieri comunali Antonio Nardantonio, Emanuela Iorio ed Elia Serpetti (Paolo Romano era assente perché fuori città). «A chi parla di fine della coalizione di centrosinistra», ha rincarato la dose Di Benedetto, «rispondo che quella coalizione ha smesso di esistere il giorno dopo il ballottaggio del 2017 e non per colpa nostra. Non pretendiamo che gli altri siano sempre d’accordo con noi ma chiediamo rispetto. Accettiamo le critiche ma nessuno può permettersi di insultarci. La nostra idea di politica è diversa», ha proseguito Di Benedetto. «Non è basata sulla contestazione fine a se stessa ma sulla costruzione di una proposta di governo alternativa. Nessuno più di me è alternativo a Biondi ma non per questo devo desiderare che il sindaco della mia città si vada a schiantare contro un muro».
Di Benedetto, comunque, non ha risparmiato critiche nei confronti del centrodestra: «Pensiamo che in questi due anni e mezzo l’azione amministrativa sia stata carente su molte cose: dalla ricostruzione pubblica ancora ferma alle scuole, dalla mancata risoluzione del problema dei parcheggi in centro storico alla gestione del Progetto Case. Si è fallito anche nel rappresentare la città a livello nazionale nell’anno del decennale, quello che è accaduto in occasione delle polemiche per il Festival degli incontri è stato brutto a vedersi. Di certo non hanno giovato i cambiamenti in giunta, c’è chi ha usato il proprio ruolo di amministratore come trampolino mentre invece governare implica una dedizione assoluta, continua. Non sono ammesse distrazioni».
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