Concorso con 7mila candidati per 15 posti: «Procedure regolari»

Gran Sasso Acqua, i dirigenti in commissione di Garanzia Il consigliere De Santis (Idv) critico: «Esclusi in cinquemila»
L’AQUILA. «Procedure legittime e trasparenti». Lo hanno detto in Commissione di garanzia, presieduta dal consigliere Giustino Masciocco, il presidente e il direttore della Gran Sasso Acqua, Alessandro Piccinini e Raffaele Giannone, in relazione alla selezione per assumere 15 dipendenti (con varie mansioni). Alla selezione hanno partecipato oltre 7.000 candidati, poi ridotti a poco più di mille dopo la valutazione dei titoli fatta con una procedura informatica gestita dalla società Adecco. Uno dei commissari, il consigliere Lelio De Santis (Cambiare Insieme-Idv) è intervenuto per rendere note le sue perplessità sulle procedure adottate. «Premesso», ha detto De Santis, «che l’azienda Gsa è totalmente pubblica e partecipata al 46% dal Comune dell’Aquila va sottolineato che la società ha ritenuto di ammettere per titoli solo 100 candidati per ogni profilo professionale per evitare assembramenti nello svolgimento delle prove d’esame ed escludendo così 5.550 candidati dalla partecipazione al concorso. Le risposte dell’azienda date alla Commissione, rispettabili ma non esaustive, hanno riguardato il fatto che si tratterebbe di una selezione da parte di una società di natura privatistica e non pubblica e, quindi, legittimata ad adottare procedure semplificate. Una giustificazione non accettabile sul piano amministrativo e tecnico, visto che la Gsa è una società di servizi a totale capitale pubblico e sottoposta al controllo dei Comuni partecipanti e che il decreto rilancio-legge 34 del 16 giugno, proprio per evitare assembramenti ha previsto l’utilizzo di strumenti informatici e digitali, non la riduzione d’ufficio dei partecipanti. Al di là della correttezza o meno delle procedure, mi interessa rilevare sul piano politico come uno dei primi concorsi pubblici indetti all’Aquila si sia rivelato un bluff illusorio per migliaia di giovani che, dopo aver fatto domanda, si sono visti esclusi senza aver potuto espletare le prove previste. Sono i giovani, senza esperienza di lavoro o titoli specialistici, che sono stati esclusi e che da ora in avanti diffideranno dei concorsi e di tutte le selezioni pubbliche. L’amministrazione farebbe bene a tenere un occhio vigile sulle aziende comunali o partecipate, sul piano amministrativo e finanziario, visto che le assunzioni hanno un costo a carico della spesa pubblica. Non è un bel segnale per il mondo del lavoro e soprattutto per i giovani che aspirano con fiducia a costruirsi un futuro e che, invece, oggi ricevono uno schiaffo in faccia».
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