Concorsone, in 128 aderiscono a un comitato

1 Febbraio 2016

L’AQUILA. Anche i 128 dipendenti del Comune dell’Aquila, assunti a tempo indeterminato con il cosiddetto concorsone sulla ricostruzione, hanno costituito un comitato, lamentando scarsa attenzione da...

L’AQUILA. Anche i 128 dipendenti del Comune dell’Aquila, assunti a tempo indeterminato con il cosiddetto concorsone sulla ricostruzione, hanno costituito un comitato, lamentando scarsa attenzione da parte dell’ente e mancanza di una concreta programmazione futura, in vista della cessazione dei finanziamenti statali, a partire dal 2021. Il Comitato Ripam del Comune dell’Aquila è stato istituito lo scorso 3 dicembre.

«Siamo dipendenti in gran parte impiegati nell’ambito della ricostruzione», scrivono i rappresentanti del comitato, «e a quasi tre anni dalla presa in servizio presso i vari settori dell’ente, ci vediamo ancora oggi privati della dovuta attenzione da parte del Comune, nell’ottica di un’accurata programmazione del personale. La programmazione dovrebbe essere in grado di superare e risolvere le riserve e incertezze relative, da una parte, alla situazione professionale ed umana di ben 128 lavoratori, dall’altra alla tenuta dell’organizzazione amministrativa dell’ente e, quindi, alla garanzia dei servizi alla cittadinanza e del funzionamento della città. Ciò perché nel 2021 è prevista la cessazione dei finanziamenti statali a copertura delle nostre posizioni lavorative: si prospetta così, in assenza di una attenta organizzazione delle risorse umane e finanziarie, da programmare ed avviare fin da ora, il rischio di un peggioramento della qualità dei servizi erogati e il rallentamento dei processi di ricostruzione». L’attività del comitato si colloca nell’ambito delle varie questioni irrisolte dalla legge Barca, sottolineano i promotori, «ed è pertanto opportuno che venga inserita all’interno dell’attuale riflessione degli organi politici e della società civile relativa all’esigenza di individuare soluzioni concrete e fattive inerenti la ricostruzione della città dell’Aquila».

Romana Scopano

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