Confcommercio, sfiduciati i vertici

14 Novembre 2019

Dieci (su 18) membri del direttivo chiedono le dimissioni del presidente Liberati e del vice Straccia: gestione assolutistica

L'AQUILA. È bufera all'interno della Confcommercio dell'Aquila. A soli tre mesi dall'elezione del nuovo consiglio direttivo, arriva una richiesta di dimissioni rivolta nei confronti del presidente dell'Associazione commercianti, Angelo Liberati, e del suo vice, Daniele Stratta. La lettera, datata 4 ottobre, è stata presentata qualche giorno più tardi, è firmata da dieci dei diciotto membri del consiglio della Confcommercio. Un atto di sfiducia pesante, all'indirizzo della nuova governance dell'Ascom, tacciata di «una gestione assolutistica dell'associazione di categoria», una delle più importanti sul territorio, anche per numero di iscritti. La richiesta di dimissioni, che sarà vagliata nel prossimo consiglio direttivo, porta la firma di Giorgio Carissimi, Alberto Capretti, Antonino Fallanca, Armenuhi Passayan, Roberto Maccarrone, Ugo Mastropietro, Concezio Nardecchia, Agostino Galgani, Adolfo Bonura e Mario Corrente.
«I sottoscritti consiglieri», si legge, «ai sensi dell'art. 25 comma 1 dello statuto della Confcommercio imprese per l'Italia della provincia dell'Aquila chiedono la convocazione urgente del consiglio direttivo dell'Ascom comprensoriale L'Aquila con il seguente ordine del giorno: accertamento del numero dei presenti e richiesta dimissioni del presidente, Angelo Liberati, e del vice presidente Daniele Stratta». Alla base della frattura interna all'Associazione commercianti, sfociata addirittura in una richiesta di dimissioni, ci sarebbe «una gestione assolutistica dell'ente, con uno scarso coinvolgimento del consiglio direttivo. Contestata, in particolare, la scelta del presidente Liberati, di auto-nominarsi come membro, in rappresentanza della Confcommercio, nella Consulta sul commercio attivata dal Comune dell'Aquila, nonostante vi fossero altri consiglieri titolari di attività in centro storico, che avevano fatto richiesta di un'adeguata rappresentanza». Una gestione che, secondo i firmatari della richiesta, «di fatto svuoterebbe di competenze e di capacità di azione il consiglio stesso, delegittimandolo». L'ennesima grana, per la Confcommercio e per il presidente provinciale, Roberto Donatelli, che si trova a dover fronteggiare una pesante crisi interna all'associazione. Di recente, la Confcommercio ha ricevuto anche una richiesta di pagamento di 56mila euro, tramite una società di recupero crediti, per i locali che aveva in affitto all'interno del terminal di Collemaggio. Difficoltà acuite dal passo compiuto da un nutrito gruppo di consiglieri dell'Aquila, che chiedono la testa dell'attuale presidente comprensoriale, Liberati. Se la richiesta dovesse passare in consiglio con il voto favorevole di tutti i firmatari, che rappresentano la maggioranza del totale, l'attuale presidente e il vice, Stratta, sarebbero costretti a dimettersi e si andrebbe a nuove elezioni.