Confesercenti: «Mini isole? Idee premature»

Il direttore Rossi “rimanda” la proposta del progettista Cardone: le scelte spettano alla futura giunta
AVEZZANO. Centro urbano da rivedere attraverso una «pianificazione urbanistica generale con il coinvolgimento di ordini e albi professionali e università». La pedonalizzazione del centro, che tiene banco in città, dove si confrontano idee contrapposte, stimola nuove proposte mirate a un riordino ragionato a tutto tondo, periferie comprese.
Sergio Di Cintio, ingegnere e coordinatore del Psi, amplia il campo di ragionamento sulla base delle tre mini isole con incroci aperti e riqualificazione di spazi lanciata dall’ingegnere-architetto, Giancarlo Cardone, all’intera città. «Per disegnare la città del futuro», afferma Di Cintio, «sarebbe utile mettere insieme un pool di tecnici, coinvolgendo ordini professionali e atenei, che porti a un pianificazione a tutto campo dove il centro si raccorda con tutto il tessuto urbano. Operazione da integrare con l’individuazione dei servizi pubblici come i parcheggi e le fermate dei bus, arrivando in centro con i minibus elettrici».
Sulla disputa isola sì, isola no, il direttore di Confesercenti, Carlo Rossi, «prima di ogni altra ipotesi prematura», ritiene «prioritaria la riapertura dei due incroci ai lati della mini isola di via Corradini. Se poi il commissario prefettizio Mauro Passerotti volesse lasciare un segno, allora potrebbe assumere un atto che superi la delibera 180 del 2009 del governo Floris, ormai abbondantemente superata dai fatti, quindi, inapplicabile. Ora in città c’è l’isola pedonale, così come la pista ciclabile. Sulle scelte future confidiamo nella prossima amministrazione, nella speranza che chi si candida a governare la cosa pubblica dica chiaramente quale modello propone alla cittadinanza, in modo da poter concretizzare la proposta vincente con l’attuazione del programma elettorale».
Confesercenti, quindi, spinge per la riapertura degli incroci ed è pronta al confronto con la nuova amministrazione, anche sulla pedonalizzazione. «A patto che», conclude Rossi, «non sia una mera chiusura di strada, ma un progetto vero e, soprattutto, corredato di tutti gli interventi necessari per rendere l’area appetibile e funzionale».
Il progetto proposto da Cardone prevede la realizzazione di un asse centrale pedonale su via Corradini, da via Veneto (esclusa) a via Trento (esclusa) «con la permeabilità veicolare, a salire e a scendere, sugli incroci riqualificati di corso della Libertà e via Trieste».
Il progettista Cardone guarda anche al futuro: lo svuotamento delle scuole Corradini (spostate in via Puglie) e, se non ci saranno novità, del tribunale. (m.s.)
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