Confesercenti: «Ristori per il settore sci»

Roccaraso, albergatori e commercianti al collasso. Il sindaco Di Donato chiede meno pressione fiscale
ROCCARASO. «La stagione invernale è compromessa, ora più delle chiacchiere inutilmente rassicuranti occorrono ristori adeguati per rimborsare le spese sostenute». A sostenerlo è la Confesercenti Centro Abruzzo che esprime il suo forte disappunto per la decisione del governo di annullare la data del 15 febbraio che era stata indicata per la riapertura in sicurezza degli impianti sciistici.
«Sulle nostre montagne dell’Alto Sangro gli operatori turistici hanno accettato prenotazioni», commenta Pietro Leonarduzzi, responsabile della Confesercenti di Sulmona, «richiamato il personale, effettuato ordini di prodotti alimentari per i loro ristoranti, sanificato gli ambienti e tutto viene rimandato a una eventuale riapertura per il prossimo 5 marzo. Le stazioni sciistiche non lavorano da un anno e con grandi sacrifici hanno investito gli ultimi risparmi per anticipare le spese necessarie alla riapertura degli impianti nel rispetto delle regole date. Ma improvvisamente le regole sono state cambiate in corsa. E in grave difficoltà si trovano anche tante piccole attività che rischiano di non riaprire a causa del blocco prolungato della stagione invernale.
«A causa della pandemia la situazione delle imprese e di tutte le attività produttive e commerciali è drammatica», dichiara Francesco Di Donato, sindaco di Roccaraso, «in particolare per quelle di montagna che vivono di flussi stagionali che quest’anno non ci sono stati per le restrizioni negli spostamenti e per la mancata apertura degli impianti sciistici. Vivere e operare in montagna è già molto difficile per le attività commerciali, per loro serve un canale di ristoro ad hoc, rafforzato e immediato. Serve subito dare liquidità al commercio e va alleggerita la pressione fiscale. Bisogna pensare a una pace fiscale che tenga conto del fatto che gli impianti di risalita sono chiusi da un anno e che probabilmente lo resteranno fino al prossimo mese di dicembre».
A lanciare l’ennesimo grido di allarme per la situazione sono anche gli albergatori dell’Alto Sangro. «Stiamo pagando un pesante prezzo al Covid», spiega Gloria Di Tola Marchetti, albergatrice, «proprio a causa delle chiusure che si stanno prolungando in una stagione per noi fondamentale. La situazione è complicata e drammatica e ribadire che abbiamo bisogno di aiuto non fa più notizia. Però il mio appello alla Regione e al governo è quello di mantenere alta l’attenzione verso la categoria, non solo attraverso i ristori, che comunque continuano a non arrivare, ma soprattutto attraverso concrete iniziative come la riduzione della pressione fiscale e il rilancio dell’intero sistema economico che vive con il turismo invernale».
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