Confetti a marchio Sulmona Di Carlo rilancia la proposta

L’imprenditore: «Superiamo individualismi». Favorevoli Di Rocco e sindaco Casini Scettico Pelino: «Dirò sì solo con un disciplinare che non prevede l’uso di amido»
SULMONA. Un Consorzio per la tutela del confetto con cui dare ancora più valore e prestigio al dolce di Sulmona conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Un marchio che distingua e che protegga il confetto della città. La proposta arriva da uno dei produttori, l’imprenditore William Di Carlo, che da anni sta cercando di creare un bollino di qualità che differenzi il confetto prodotto a Sulmona da quello che viene realizzato in altri posti d’Italia. Attualmente sono quattro gli imprenditori che producono confetti a Sulmona: Pelino, Di Carlo, Ovidio e Rapone. «È mia convinzione che un’azienda debba quotidianamente occuparsi del proprio futuro più che del suo passato», afferma Di Carlo, «vero valore aggiunto per tutti i produttori, e anche per Sulmona, sarebbe quello di riuscire a costituire un Consorzio di tutela del confetto di Sulmona a protezione di un patrimonio comune; le continue sollecitazioni e critiche che ricevo da tutti gli ambienti, istituzionali e non, evidenziano l’incapacità di perseguire un obiettivo comune superando individualismi inutili, è questo il vero danno alla nostra immagine».
Non convinto dell’iniziativa è Mario Pelino, amministratore delegato dell’omonima fabbrica, per il quale ci sarebbero troppe divergenze tra i vari produttori sia sulle caratteristiche del prodotto sia sugli ingredienti e sulle relative percentuali che andrebbero inserite nel disciplinare che regola e distingue il confetto prodotto a Sulmona da quello che viene prodotto in altre parti d’Italia. «Siamo i soli a fare i confetti senza amido», sottolinea Pelino, «gli altri ne usano quantitativi differenziati a seconda della ricetta di produzione. Bisogna mettersi d’accordo soprattutto su questo punto che è il vero fattore che differenzia i confetti di Sulmona da quelli del resto del mondo. Facciamo un disciplinare che non prevede l’utilizzo dell’amido, né della farina né maltodestrine e sarò il primo a sottoscriverlo. Questo è il confetto di Sulmona, come diceva Di Nino già nell’800: il confetto di Sulmona è quello senza amido né fioretto. Non sono contrario al Consorzio, ma sono contrario a farmi buggerare».
Favorevole al Consorzio è Dora Di Rocco, titolare del confettificio Ovidio: «Il Consorzio è l’unica arma che abbiamo per difenderci dai continui attacchi commerciali che arrivano da chi produce confetti spacciandoli per confetti di Sulmona».
E favorevole alla creazione del Consorzio è anche il sindaco Annamaria Casini: «Siamo noti nel mondo proprio per essere la patria dei confetti. La crescita di questo settore, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, provocherà un riflesso positivo anche sull’economia del territorio, in termini di sviluppo, di notorietà e di marketing. Il confetto può diventare l’elemento trainante di altri settori legati al turismo, al wedding e all’ospitalità, considerato il fatto che Sulmona si sta proponendo anche come città dei matrimoni e dell’amore. Il fatto che si individuino delle modalità di collaborazione per cercare di creare delle sinergie e migliorare il comparto per avere una migliore visibilità anche internazionale, è un progetto sul quale bisogna investire tutti. Da parte dell’amministrazione c’è un grande favore perché è la strada per far crescere ulteriormente il nome di Sulmona legato al confetto. Anche perché questo settore, alla luce dei numeri che produce, ha ampi margini di sviluppo».
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