Confetti del Giubileo, la guerra sul marchio

15 Luglio 2023

Il tribunale delle imprese vieta l’utilizzo a un’azienda rivale e riconosce che l’invenzione risale al 2000 

SULMONA. Il confetto del Giubileo, uno dei più venduti nei negozi di Sulmona, diventa oggetto di una battaglia giudiziaria tra due fratelli imprenditori che si affrontano a colpi di carta bollata per ottenerne la paternità. Alla fine è la Sezione specializzata in materia d’impresa del tribunale dell’Aquila a risolvere la diatriba dando ragione a un confettificio locale, al quale viene riconosciuta la titolarità del confetto del Giubileo. Mentre per l’altra azienda il confetto del Giubileo diventa dal sapore amaro perché non potrà più utilizzare né il marchio in qualunque forma, né il carattere dello stesso. «Finalmente è stata fatta giustizia», afferma l’inventore del confetto conteso, «dopo tante vicissitudini si è concluso questo iter giudiziario, con i giudici che hanno stabilito che il marchio non era stato inventato nel 2016 ma era un nostro prodotto già ideato e messo in vendita dal 2000».
Nella sentenza emessa dal collegio giudicante, presieduto dal giudice Christian Corbi, si dichiara la nullità del marchio ordinando all’Ufficio italiano marchi e brevetti di annotare la pronuncia nel relativo registro. Inoltre inibisce l’azienda soccombente a utilizzare il marchio: se lo farà dovrà pagare 300 euro al giorno per ogni violazione e inosservanza del provvedimento, a partire dal sesto mese dalla data di pubblicazione della sentenza. L’azienda sconfitta, inoltre, dovrà pagare le spese di lite, più gli esborsi materiali dell’azienda rivale, per un totale oltre 12mila euro. La storia, come detto, ha avuto inizio nel 2000 quando il confettificio, in occasione del Giubileo, pensò di produrre un nuovo confetto dal gusto e dall’aspetto particolari. «Già dall’anno prima avevo pensato di fare un confetto tenero dal gusto nuovo che ricordasse in qualche modo il bianco e il candore del Papa», spiega l’ideatore, «così mi venne in mente di fare un confetto con gusti contrapposti unendo amaretto, cocco, cioccolato bianco con lo zucchero a velo che avvolgeva il tutto. Un ingrediente quest’ultimo, che dava il senso del candore dell’abito del Papa».
Il confetto che fu subito apprezzato dai consumatori. Fu un amore a prima vista, un confetto dal gusto dolce e amaro al tempo stesso che conquistò il palato della gente, tanto da finire al centro del contenzioso, ora risolto dal tribunale dell’Aquila. (c.l.)