Confiscate 4 case agli imprenditori Celi

14 Gennaio 2015

Magliano, le accuse: «Illeciti nello smaltimento». Gli immobili hanno un valore di 1,8 milioni

MAGLIANO DE’ MARSI. Un sequestro preventivo che comprende quattro abitazioni. È stato messo in atto nei confronti della ditta Celi calcestruzzi spa di proprietà dei fratelli Franco e Sergio Celi, con sede a Massa D’Albe, per un valore di circa un milione e 800mila euro. È stato eseguito dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Pescara, a Roma, Magliano de’ Marsi e Francavilla al Mare.

Sono state notificate la comunicazione sul diritto di difesa e le informazioni di garanzia ai fratelli Celi e al legale rappresentante, moglie di uno dei fratelli. Il sequestro è stato messo in atto in esecuzione di un provvedimento del tribunale dell’Aquila dal Gip Giuseppe Romano Gargarella su richiesta della Procura distrettuale antimafia.

Le investigazioni sono state dirette e coordinate dal procuratore Fausto Cardella e dal sostituto Antonietta Picardi. Il sequestro, finalizzato alla confisca, ha lo scopo di assicurare allo Stato il valore corrispettivo al risparmio dei costi di smaltimento relativi ad almeno 16mila metri cubi di rifiuti inerti, sotterrati nella cava di Magliano al fine, secondo l’accusa, di mascherare l’escavazione in eccesso dei rifiuti provenienti sia da attività proprie dell’impresa, sia da conferimenti provenienti da produttori di altri rifiuti. Le indagini, svolte insieme al personale dell’Arta, erano già culminate, a marzo del 2012, con il sequestro, tra l’altro, dell’intera cava di 14 ettari, nonché con gli arresti domiciliari dei fratelli Celi, del sindaco Maurizio Iacoboni e del vicesindaco Angelo Iacomini del Comune di Magliano, tutti recentemente prosciolti dall'accusa di corruzione. I fratelli Celi sono assistiti dall'avvocato Antonio Milo.

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