Consigliera esclusa, diffida alla Cosimati

9 Marzo 2018

Domani l’ingresso dei nuovi eletti, ma scoppia il caso Cipollone dopo la lettera dell’avvocato Di Bartolomeo alla presidente

AVEZZANO. Due grane nel bel mezzo delle trattative con le quali il sindaco dimissionario Gabriele De Angelis tenterà di trovare una nuova maggioranza. La prima porta la firma dell’avvocato Federica Di Bartolomeo di Sulmona e riguarda la diffida presentata alla presidente del consiglio Iride Cosimati in merito alla mancata convocazione in consiglio di Annalisa Cipollone. Diffida che arriva alla vigilia del consiglio, convocato per domattina. Come da sentenza del Consiglio di Stato, si deve procedere alla surroga dei consiglieri Roberto Verdecchia, Antonio Di Fabio, Luigia Francesconi, Gianfranco Gallese, Giovanni Luccitti e Sonia Di Stefano. In base alla convocazione, prenderanno il posto di Massimo Verrecchia, Pierluigi Di Stefano, Mariano Santomaggio, la Cipollone, Chiara Colucci e Mauro Di Benedetto). La Cipollone e Francesco Paciotti sono stati candidati nella lista “Innovazione per Avezzano”. In sede di proclamazione degli eletti erano stati attribuiti due seggi allo schieramento, rispettivamente ai candidati più votati, Emilio Cipollone (289 voti) e Annalisa Cipollone (256). E dopo la nomina del primo a vicesindaco, con la conseguente decadenza dalla carica di consigliere, era stata deliberata la surroga in favore del primo dei non eletti, quindi Paciotti (terzo in graduatoria con 173 voti). Il Consiglio di Stato ha assegnato un solo seggio a “Innovazione per Avezzano” che sarebbe dovuto spettare al candidato più votato, ovvero Annalisa Cipollone. La ricostituita commissione elettorale si è limitata a dichiarare l’estromissione della Cipollone e quindi ad assegnare il seggio a Paciotti. Da qui la diffida, dopo giorni di incertezza, destinata a creare ulteriore scompiglio. L’avvocato Di Bartolomeo intima alla Cosimati di «convocare la Cipollone» e di «provvedere a predisporre e mettere in votazione la deliberazione di correzione della delibera di surroga di consiglio comunale integrandola nel procedimento di proclamazione degli eletti». Inoltre, si diffida la Cosimati «dal convocare Francesco Paciotti poiché lo stesso non risulta proclamato eletto da nessun atto formale». E si diffidano i consiglieri «a votare in danno della Cipollone e a partecipare alla seduta del consiglio costituito con la presenza di Paciotti». Se la deliberazione venisse «posta in essere», a detta dell’avvocato, «si potrebbero configurare le più gravi ipotesi del falso in atto pubblico o, addirittura della truffa».
La seconda grana è targata Ferdinando Boccia. Il consigliere giudica illegittima l’assenza di un vicesindaco in grado di sostituire il primo cittadino in caso di impedimento (la giunta è stata azzerata e anche il vice Emilio Cipollone se ne è tornato a casa) per portare avanti l’ordinaria amministrazione o casi eccezionali di emergenza. «Mi sono accorto di questa anomalia», dichiara Boccia, «e sono andato in Comune per verificarla. Purtroppo le cose stano davvero così. Se il sindaco fosse impedito a presenziare in casi eccezionali e per decisioni di urgenza, la città non saprebbe a chi rivolgersi perché in sostanza manca l’autorità predeterminata. In Comune ho trovato imbarazzo e parecchia agitazione per la situazione determinatasi che, spero, De Angelis voglia sistemare quanto prima».
Sindaco che ieri, nonostante le dimissioni, ha incontrato diverse associazioni per affrontare il caso di Palazzo Torlonia e del possibile trasloco della polizia locale. Tutto ciò mentre continuano le manovre per risolvere la crisi. Forza Italia, Udc, Lega e Fratelli d’Italia stasera si dovrebbero incontrare nello studio dell’avvocato Leonardo Casciere: l’intenzione è presentarsi da De Angelis con una proposta unitaria salva-amministrazione.
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