Consigliera offesa sul web L’autore finisce nei guai

5 Maggio 2015

Nomignolo non salva il 39enne che attacca la Salvati e la sua attività in Comune La polizia stradale individua il computer da cui partivano i messaggi anonimi

SULMONA. Utilizzata un moderno nickname, ovvero un nome di fantasia, per scrivere messaggi offensivi su internet nei confronti della consigliera comunale di Sulmona, Roberta Salvati. Un espediente che non gli ha evitato di prendersi una denuncia.

A finire nei guai con l’accusa di diffamazione aggravata è A.J.C., un 39enne di Sulmona. L’uomo, sempre stando alle accuse della polizia, utilizzava lo spazio per i commenti alle notizie, messo a disposizione da un sito internet locale, per scrivere pesanti accuse. Le frasi avevano preso di mira le attività politiche della consigliera Salvati, soprattutto in riferimento al suo ruolo nella salvaguardia della sede della polizia ferroviaria della stazione di Sulmona. Commenti firmati sempre dallo stesso nomignolo di fantasia che il 39enne utilizzava per nascondersi in rete. Una moda che piace a molti. Stavolta le offese avranno il loro prezzo da pagare.

Le attività dell’uomo, sempre in base a quanto accertato dagli investigatori, si sono ripetute nel tempo. I commenti erano inseriti anche in notizie che non trattavano della donna. Comportamento notato dalla neo eletta consigliera provinciale che alla fine si è presentata negli uffici della polizia per la denuncia. Gli agenti della sottosezione di polizia giudiziaria di Pratola Peligna hanno avviato l’indagine e sono riusciti a risalire all’indirizzo del computer da cui sono state scritte le frasi. A questo punto è scattata una denuncia alla procura della Repubblica per il 39enne.

Sempre la polizia di Pratola, nel corso di specifici controlli, ha denunciato A.F., 32 anni, M.D.M., 54, e M.D.M., di 50 anni, tutti di Popoli, per truffa e ricettazione. Sono accusati di avere acquistato materiale professionale per 4mila euro con un assegno scoperto. Sempre per il reato di truffa è finito nei guai il 36enne M.C. e L.M., di 30, entrambi di San Severo (FG), fermati sull’A/25 per aver acquistato un’auto con un assegno falso. Bancarotta fraudolenta, invece, è l’accusa per V.R., 55enne di Popoli, perché circolava alla guida di un’auto sottoposta a sequestro. Truffa aggravata e malversazioni per A.B, 62enne, per avere acquistato un veicolo con i contributi dello Stato e utilizzato per altri fini.

Federico Cifani

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