Consigliere incompatibile, lite a Balsorano

10 Febbraio 2019

Tuzi rinuncia al ricorso da genitore sulla scuola e resta in carica: «Deluso da sindaco e presidente»

BALSORANO. Sembra la storia del gatto con il topo. Firma il ricorso al Tar, in qualità di genitore, contro l’accorpamento della scuola media col plesso di San Vincenzo Valle Roveto. Così l’amministrazione Buffone gli contesta “l’incompatibilità” dalla carica di consigliere per lite pendente col Comune e avvia le procedure per far scattare la decadenza. Per evitare il cartellino rosso, Giovanni Tuzi, ritira la firma dal ricorso – che però prosegue l’iter fino alla sentenza, poiché era a più firme – e attacca il modus operandi del sindaco, Antonella Buffone, e del presidente del consiglio, Veronica Venditti. «Pur ritenendo l’atto adottato gravemente lesivo dei miei diritti di consigliere e la causa di incompatibilità contestatami del tutto inesistente», afferma Tuzi dopo la decisione della maggioranza, «per continuare a esercitare il diritto-dovere di consigliere eletto ho notificato, tramite il mio legale, l’atto di rinuncia al ricorso al Tar. Ritengo, a questo punto, la vicenda legata alla contestazione definitivamente conclusa, avendo rimosso la presunta causa di incompatibilità. Ciò non mi impedisce di esprimere vivo rammarico per la richiamata condotta del sindaco, poco rispettosa delle prerogative dei consiglieri, e quella inerte del presidente del consiglio, organo preposto alla tutela della correttezza del dibattito consiliare». Tuzi, quindi, cede alla forza dei numeri, ma accende i riflettori sul «diritto violato di genitore. Esprimo vivo rammarico poiché un procedimento così strumentalmente condotto mi ha impedito di continuare a esercitare, sulla vicenda specifica, la responsabilità genitoriale e di poter far valere i diritti di mia figlia davanti alla giurisdizione». E a supporto della sua tesi mostra un parere del ministero degli Interni sul ricorso al Tar di un consigliere per l’annullamento di un’ordinanza di sgombero e acquisizione al patrimonio di un Comune di un’immobile di proprietà dei figli. Questa è la risposta: «L’incompatibilità non sussiste tra il Comune e il candidato che abbia promosso, quale rappresentante, nel nome e per conto di altri, una lite contro l’Ente pubblico». (m.s.)
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