Consiglio comunale extra per 3 edifici da ricostruire

25 Maggio 2022

Sorpresa a 18 giorni dal voto: la giunta ritiene urgente il rilascio dei permessi Serve la deroga al Prg, c’è anche il recupero dello storico hotel Duca degli Abruzzi

L’AQUILA. Ci potrebbero essere i “tempi supplementari” per il consiglio comunale uscente. La giunta ha infatti trasmesso alla presidenza tre delibere con le quali sono stati approvati altrettanti permessi a costruire in deroga per importanti edifici della città. Si tratta in particolare dello storico hotel Duca degli Abruzzi (a due passi dal ponte Belvedere in ricostruzione), di un grosso aggregato che confina con via dell’Arcivescovado e via Bone Novelle e infine di un edificio in via Paganica.
ATTI URGENTI
Come noto in piena campagna elettorale per le amministrative il consiglio comunale si può riunire solo per “atti urgenti e improrogabili”. I tre permessi a costruire lo sono? Sì, secondo quanto si legge nell’atto di giunta. «La guerra in Ucraina», è scritto, «ha destabilizzato gli equilibri economici mondiali ed europei, rendendoli poco prevedibili nel breve-medio termine. Questo vale anche per l’edilizia. In particolare, preoccupano gli aumenti dei costi dell’energia, dei carburanti e dei derivati petroliferi, che hanno inevitabilmente una ripercussione anche su tutta la catena di approvvigionamento dei materiali edili. Il ritardo nell’approvazione dei permessi a costruire potrebbe comportare un aumento dei costi della ricostruzione non facilmente determinabile e privo della necessaria copertura finanziaria. L’aumento di costi causerebbe un fermo dei cantieri e un rallentamento del processo di ricostruzione».
I PROGETTI
I permessi a costruire in deroga al Piano regolatore passano in consiglio quando ci sono delle modifiche sostanziali rispetto a quanto c’era nel pre-sisma. Spesso si tratta di demolizioni e ricostruzioni. Nel caso del Duca degli Abruzzi, da quanto trapela, la sagoma esterna sarà diversa. La Commissione pareri sin dal 2017 aveva riconosciuto come incongruo l’edificio. Per incongruo si intende una struttura che «per epoca di costruzione, dimensioni, caratteristiche architettoniche e costruttive non sia rappresentativa del contesto urbano di riferimento e quindi presenti elementi di contrasto con i caratteri di rilevanza storica, morfologica, tipologica e percettiva, del paesaggio urbano. Il progetto», si legge ancora nell’atto comunale, «prevede una riduzione delle masse edilizie, accompagnata da sensibile incremento della qualità costruttiva che contempla un opportuno aggiornamento delle tecnologie in termini di sicurezza, efficienza energetica e comfort abitativo. La configurazione formale dell’edificio trae spunto dallo stato dei luoghi e dalle peculiarità storico-urbanistiche dell’area, cogliendo riferimenti e assonanze formali con le permanenze significative e traducendoli in linguaggio contemporaneo».
VIA BONE NOVELLE
Il permesso a costruire in deroga per l’aggregato di via Bone Novelle chiude invece un iter complesso che ha avuto anche passaggi davanti al Tar. Era stata la Soprintendenza a fare ricorso al Tar contro il primo via libera da parte del Comune. Sembra che oggi le questioni si siano appianate e quindi è stato possibile rilasciare il permesso a costruire. Nell’aggregato denominato “Consorzio obbligatorio Bone Novelle” – inserito peraltro in un datato piano di recupero – ci sono soci privati ma anche l'Istituto per il sostentamento del clero, la Comunità montana “Montagna dell’Aquila” e l’Aci. Il comparto è delimitato da via Bone Novelle, via dell'Arcivescovado e dall’edificio condominiale ex Salbani.
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