Consiglio di Stato blocca una demolizione

8 Febbraio 2020

L’AQUILA. Il Consiglio di Stato ha sospeso la decisione del Tar dell’Aquila che, se eseguita, avrebbe consentito la demolizione di una struttura realizzata grazie alla delibera 58 del maggio 2009 in...

L’AQUILA. Il Consiglio di Stato ha sospeso la decisione del Tar dell’Aquila che, se eseguita, avrebbe consentito la demolizione di una struttura realizzata grazie alla delibera 58 del maggio 2009 in base alla quale furono realizzate centinaia di casette provvisorie. Il “manufatto” è di una ditta edile dell’Aquila realizzato a Sant’Elia che, dopo il sisma, era diventato la sede operativa dell’impresa. Il Comune nell’aprile 2018, aveva emesso un’ordinanza di demolizione contestando alla ditta tutta una serie di presunte irregolarità. Il Tar aveva detto no al ricorso confermando l’ordine di demolizione (il Tar sta dando ragione al Comune in quasi tutti i casi relativi alla delibera 58 sottoposti alla sua attenzione). L’impresa ha chiesto al Consiglio di Stato di sospendere la sentenza del tribunale amministrativo regionale. Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta con la seguente motivazione: «L’esecuzione della sentenza appellata è idonea a procurare un pregiudizio grave e irreparabile, rappresentato dalla demolizione del manufatto adibito a sede operativa per lo svolgimento di attività d’impresa pertanto, fermo ogni approfondimento della sede di merito, ricorrono i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare». La discussione nel merito è stata fissata a metà giugno. Per ora, quindi, niente demolizione. Il Comune contesta all’impresa «la difformità dell’edificio rispetto al progetto presentato e il mancato rispetto dei criteri dettati dalla delibera 58 del 2009, per via dell’avvenuta realizzazione di una superficie superiore a quella massima edificabile prevista dalla delibera in 95 metri quadrati». Inoltre, secondo il Comune, sarebbe «cessata ogni esigenza emergenziale, stante la disponibilità, da parte dell’impresa, di una sede a Roma e di sedi all’Aquila». (g.p.)
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