Consiglio, i numeri sono risicati: domani rischia di saltare la seduta

Al voto solo un regolamento, esclusa la discussione sui problemi della maggioranza di Di Piero L’opposizione risponde disertando l’assemblea: cruciale la scelta degli esponenti di Fratelli d’Italia
SULMONA. Domani a Sulmona si torna in consiglio comunale, ma con il rischio che il numero legale possa saltare.
Tutti si sarebbero aspettati che al centro del dibattito dell’assemblea civica ci fosse la discussione sulla crisi politica che da mesi sta interessando la maggioranza guidata dal sindaco Gianfranco Di Piero. Ma non sarà così. Il presidente del consiglio, Cristiano Gerosolimo, ha infatti deciso che domani si parlerà solo del regolamento per la definizione agevolata delle ingiunzioni fiscali e degli accertamenti esecutivi. Per la minoranza si tratta di un puro atto formale che poteva essere approvato in qualsiasi altra occasione ma che, in realtà, nasconde l’intenzione, soprattutto del sindaco, di far slittare di qualche giorno la discussione sulla crisi, in modo che si decanti anche il clima di scontro tra alcuni consiglieri di maggioranza.
Fino a 15 giorni fa tra Teresa Nannarone, il vicesindaco Franco Casciani e il capogruppo del Partito democratico Mimmo Di Benedetto sono volate pesanti accuse, anche personali, tanto da far temere che la frattura fosse ormai insanabile e che l’amministrazione targata Di Piero fosse ormai giunta al capolinea. Se in quel momento il sindaco avesse azzerato la giunta avviando la verifica così come aveva detto più volte di voler fare, non sarebbe mai riuscito a farne una nuova, proprio perché Nannarone non avrebbe dato il suo voto a un nuovo esecutivo con dentro il Casciani così come era nelle intenzioni del Pd. Oggi quel clima di scontro non c’è più, anche perché il sindaco, da abile stratega, nel frattempo ha fatto proprie le 14 richieste contenute nell’ordine del giorno che Nannarone ha presentato durante la seduta in cui si è votato il bilancio di previsione, disarmando di fatto la capogruppo di Sulmona Liberi e forti.
Ma domani è annunciata l’assenza dell’esponente di Sbic, Maurizio Balassone, partito per le ferie, con la maggioranza che non avrebbe i numeri per consentire l’avvio della seduta perché mancherebbe il numero legale. Sei consiglieri d'opposizione hanno infatti annunciato che non saranno presenti in segno di protesta per il mancato inserimento all’ordine del giorno da parte del presidente della discussione in aula sulla crisi di maggioranza e dell'appalto per la mensa scolastica in cui sarebbe coinvolto lo studio commerciale del capogruppo del Pd Di Benedetto. Se anche i due esponenti di Fratelli d’Italia diserteranno il consiglio comunale, a quel punto non ci saranno i numeri per avviare la discussione. Un consiglio comunale all’apparenza privo di significati politici potrebbe, quindi, portare degli importanti chiarimenti sulla strategia dei gruppi che fanno parte della minoranza, in particolare proprio Fratelli d’Italia.
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