Consorzi, scatta il commissariamento

Il Comune dichiara guerra a chi rallenta la ricostruzione, la scelta avverrà attraverso un sorteggio da un elenco ad hoc
L’AQUILA. Scatta il commissariamento per i consorzi che non si costituiscono, per quelli che restano “inerti” e quelli che non rispettano i tempi dell’inizio dei lavori. Il Comune dichiara (tardiva?) battaglia a quei soggetti che ritardano nell’avviare la costituzione dei consorzi obbligatori previsti in un’ordinanza sulla ricostruzione firmata dal Consiglio dei ministri nel 2009. Tale ordinanza stabilisce anche che il Comune debba sostituirsi agli inadempienti “mediante la nomina di un commissario” allo scopo di portare a termine “le finalità del consorzio”. Toccherà dunque al commissario agire come soggetto attuatore; ma il commissariamento interverrà anche nel caso di “inerzia dei consorziati”, degli “organi del consorzio” e “per mancato inizio nei tempi stabiliti”. È quanto prevede una delibera di giunta approvata venerdì e presentata dall’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano. La nomina dei commissari avverrà tramite il sorteggio da un elenco ad hoc. Intanto il Comune è al lavoro anche su altri provvedimenti pronti a breve. «In particolare, per stabilire le regole in base alle quali i commissari dovranno scegliere progettisti e imprese, nella trasparenza e limpidezza che si addice ai soggetti che svolgono pubbliche funzioni», precisa l’assessore. Allo studio anche un provvedimento per commissariare i progetti fermi per la mancata consegna delle integrazioni da parte dei progettisti. Una situazione di impasse alla quale gli uffici della ricostruzione del Comune, insieme all’Ufficio speciale di Raniero Fabrizi, cercano di porre rimedio da mesi, senza risultato se non una piccola accelerata nelle ultime settimane, che ha reso possibile pubblicare due nuovi elenchi facendo aumentare il “tiraggio” (i soldi stanziati e usati). Nelle casse del Comune restano, tuttavia, ancora congelati 300 milioni che saranno assegnati agli inizi del 2017 ma che potevano esserlo già quest’anno. Una “anomalia” denunciata sin dall’estate. Le delibere Cipe che assegnano soldi per la ricostruzione, infatti, s’istruiscono in base al tiraggio: meno si spende e meno viene assegnato ogni anno. Un impantanamento in larga parte dovuto, secondo il Comune, all’incapacità degli ingegneri di portare avanti le pratiche. «Ai commissariamenti dei consorzi che non si sono ancora costituiti», spiega Di Stefano, "abbiamo aggiunto quelli dovuti a inerzie e inadempienze dei responsabili. Ci sono consorzi a cui da tempo abbiamo trasferito le risorse per la ricostruzione e che non partono con i lavori per le liti tra i vari condomini. Bisogna mettere fine a questo andazzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

