Consorzio bonifica, guerra ai canoni

1 Febbraio 2018

Agricoltori e allevatori della Valle dell’Aterno contestano la gestione

FOSSA. Lunedì scorso nella Casa degli alpini nel villaggio San Lorenzo di Fossa incontro tra agricoltori e allevatori della valle dell’Aterno per contestare la gestione del servizio irriguo da parte del Consorzio di Bonifica che ha la sede principale a Pratola Peligna.
In particolare, il Consorzio viene accusato del fatto che, a fronte di una gravosa tassazione, l’irrigazione negli ultimi anni non è stata di fatto garantita e questo sia per problemi di inquinamento (salmonella) e sia per la poca cura dei canali principali. «Paghiamo fior di quattrini», hanno detto gli organizzatori, «solo per mandare avanti un carrozzone che non fornisce più i servizi per i quali invece ogni anno arrivano puntuali le bollette». Erano presenti una settantina tra allevatori e agricoltori. Ha partecipato anche un rappresentante del Codacons. È stato deciso di preparare un ricorso (chi vorrà farlo dovrà iscriversi al Codacons) per chiedere al Consorzio che dalla tassazione - che attualmente ha due voci, manutenzione dei canali e irrigazione vera e propria - venga scorporata la voce irrigazione perché negli ultimi anni il servizio non c'è stato. Si chiede anche che venga risolta la questione della salmonella nelle acque irrigue, presenza che in passato ha provocato il blocco del servizio (in particolare a Paganica, dove scorrono Raiale e Vera) senza che però si sia messa mano alla radice del problema che nasce dallo scarico (abusivo) delle fogne in superficie e a volte anche nei ruscelli. Chi vuole aderire al ricorso dovrà fornire i dati sulle particelle catastali dei terreni di proprietà, rilevabili dalle bollette arrivate nelle scorse settimane. (g.p.)
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