Consorzio di bonifica, il voto slitta a ottobre

20 Gennaio 2022

Ma Confagricoltura non gradisce: «Qui conti in regola». Il commissario Tarquini: «Ecco cos’è cambiato»

AVEZZANO. Le circa 5.000 aziende agricole del Fucino, tramite le loro associazioni, erano già pronte a eleggere i propri rappresentanti nel Cda del Consorzio di bonifica ovest, quando hanno appreso che le votazioni fissate per il primo marzo sono slittate. La Regione, infatti, nell’ultimo consiglio del 29 dicembre, ha prorogato al 31 ottobre 2022 l’indizione, da parte del commissari, delle elezioni per il rinnovo degli organi dei cinque Consorzi di bonifica abruzzesi. Con una legge del dicembre 2019 i Consorzi di bonifica sono stati commissariati dalla Regione, a causa del dissesto finanziario in cui la maggior parte di essi si trovava. Compito dei commissari, nominati dalla stessa Regione, era quello di risanarne i bilanci. Così, a partire da marzo 2022, la gestione di tali enti sarebbe tornata ai rappresentanti dei consorziati. Evidentemente i risultati che la Regione si aspettava non sono stati raggiunti. Da qui il rinvio delle elezioni. Un provvedimento, quello della Regione, che non tutti, però, hanno approvato «Confagricoltura L’Aquila», dichiara Stefano Fabrizi, direttore dell’associazione, «non ha condiviso quanto deciso dal consiglio regionale riguardo al Consorzio di bonifica ovest, perché non ha alcuna criticità sui bilanci, anche per l’ottimo lavoro fatto dal commissario Danilo Tarquini. Tuttavia, a parte il Consorzio del Fucino e forse quello di Teramo, gli altri consorzi, oggettivamente, non potevano andare a votare, visto le voragini di parecchi milioni di euro nei loro bilanci, che i commissari, nel poco tempo a loro disposizione, non potevano risanare. Nella decisione del consiglio regionale, però», ipotizza Fabrizi, «molto deve avere influito la volontà di far votare tutti i consorzi contemporaneamente».
Il Consorzio di bonifica ovest è stato istituito dalla Regione nell’aprile 1997, in sostituzione del Consorzio di Bonifica del Fucino Il suo compito è quello di garantire una maggiore sicurezza dai rischi di allagamenti, tutelare le risorse idriche, assicurare l’irrigazione e valorizzare il territorio. Dal 14 febbraio 2020 è retto dal commissario Danilo Tarquini. «Quando mi sono insediato», ammette Tarquini, «la situazione finanziaria non era così tanto critica. Con le misure adottate, però, è migliorata di molto. Abbiamo cambiato sistema di organizzazione e procedure, mettendoci al riparo dai eventuali contenziosi con i Comuni, come in precedenza, utilizzato al meglio il personale, acquistato nuovi e moderni mezzi per la ripulitura dei canali, presentato – siamo stati gli unici – un progetto contro il dissesto idrogeologico, che sarà finanziato dalla Regione, un altro progetto per usufruire dei fondi del Pnrr. Infine l’Arap ci ha coinvolto – vorremmo esserlo anche formalmente – sull’importante progetto dell’impianto irriguo del Fucino».
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