Consorzio Sagittario, agricoltori in rivolta per la scarsità d’acqua
CAPESTRANO. Continuano i disagi per gli agricoltori di Capestrano, Ofena e Calascio. Dopo l’interruzione dell’erogazione dell’acqua da parte del Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario, a causa di...
CAPESTRANO. Continuano i disagi per gli agricoltori di Capestrano, Ofena e Calascio. Dopo l’interruzione dell’erogazione dell’acqua da parte del Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario, a causa di una centrale andata in tilt, le colture stanno subendo danni irreparabili. Gli agricoltori preoccupati per la mancanza da mesi di manutenzione dell’impianto di raccolta e distribuzione delle acque evidenziano il loro malcontento. «L’inerzia dimostra che la struttura commissariale intende sostituirsi ai consorziati in scelte che esulano dal suo mandato e trascurano in modo palese la filiera della gestione dell’irrigazione», affermano i coltivatori costretti a pagare le stesse bollette degli altri per avere l’acqua con il contagocce. «Gli agricoltori dell’Alta Valle del Tirino si appellano alle istituzioni e alla politica affinché si torni nei tempi più brevi possibili alle elezioni del consorzio, restituendo ai consorziati l’autogoverno dell’ente necessario per sfruttare le grandi opportunità collegate al piano nazionale di rilancio e resilienza anche in materia di risorse idriche. Infatti ci sono investimenti che possono rivoluzionare la gestione di una risorsa importantissima come l’acqua, ma questa opportunità può essere colta solo riportando i consorzi alla gestione ordinaria».
Analogo appello viene rivolto dagli agricoltori alle associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori e Confederazione produttori agricoli-Copagri, affinché si faccia luce sull’operato del commissario «per aver trascurato il comparto o irriguo, lasciando intere zone del comprensorio completamente sguarnite sia dal punto di vista della consegna che della gestione dell’acqua, allontanando di fatto il consorzio dai consorziati che in virtù del loro ruolo sono gli unici deputati alle scelte strategiche in materia di organizzazione dell’acqua». Sulla questione interviene anche l’Associazione per la cultura rurale con una lettera indirizzata al vicepresidente della giunta regionale Emanuele Imprudente. «Si chiede pertanto l’abolizione dei canoni consortili per limitare i danni alla vallata del comparto Ofena-Capestrano», afferma il coordinatore Dino Rossi. «Ci aspettiamo chiarezza da parte della Regione e della Procura, altrimenti manifesteremo davanti al tribunale con i trattori». (c.l.)
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