Consulta giovani, si cambia dopo la bufera sui fascisti

22 Marzo 2022

Vertice della Commissione del consiglio comunale: «In arrivo un nuovo regolamento» Assemblee solo in sedi istituzionali. L’assessore Ianni sullo striscione: «Vergognoso»

L’AQUILA. Sarà apportata una modifica al regolamento della Consulta giovanile in modo che sia le riunioni del direttivo che dell’assemblea si tengano solo in sedi istituzionali. Lo ha detto l’assessore Maria Luisa Ianni nel corso della seduta della quinta Commissione del consiglio comunale “Garanzia e controllo”, presieduta da Giustino Masciocco. La Commissione era stata convocata per verificare «il rispetto del regolamento relativo al funzionamento della Consulta giovanile». Tutto nasce dal fatto che il direttivo della Consulta, eletto da circa un mese, qualche giorno fa si è riunito nella sede di Casapound. La cosa aveva suscitato reazioni immediate, molto critiche, soprattutto da parte di esponenti del centrosinistra e del Pd in particolare. Ma quello che ha acceso ancora di più lo scontro politico è stata una scritta apparsa sotto la sede del Pd “Dio. Patria. Consulta” con un simbolo fascista. Sono stati organizzati presidi antifascisti ed è stata chiesta la riunione della Commissione di garanzia per far luce su quando accaduto. La seduta di ieri mattina si è svolta con toni molto pacati. L’assessore Ianni ha detto di avere riunito la Consulta appena si è scatenata la polemica per chiarire tutti i passaggi della vicenda. L’assessore con un comunicato aveva già espresso la sua posizione. «Sono amareggiata da quanto accaduto» aveva scritto Ianni «non intendo banalizzare quanto accaduto e ne prendo le distanze». L’assessore ieri mattina ha ribadito il concetto e in modo perentorio e senza mezze misure ha parlato di «uno striscione vergognoso». Ha poi informato i commissari che nel colloquio con i rappresentanti della Consulta è stato deciso di fare una modifica al regolamento per evitare che le riunioni si possano svolgere in luoghi estemporanei. Il presidente della Consulta, Ludovico Caldarelli, ha concordato con l’assessore. Insomma, alla fine il caso è stato chiuso come un «incidente» che può essere di insegnamento per evitare polemiche future. Il consigliere Pd, Stefano Albano, ha apprezzato la presa di posizione di Ianni: «Così si rappresenta e si difende un’istituzione, concetto non chiaro a tutti: a chi seppur ragazzo si è reso responsabile di questo deprecabile gesto ma neanche al primo cittadino che minimizzando l’accaduto quasi lo giustifica». Una “stilettata” è arrivata dal presidente Giustino Masciocco che senza citare Biondi ha detto che «l’assessore Ianni non ha avuto imbarazzi a denunciare la situazione, qualcun altro l’imbarazzo ancora ce l’ha, speriamo gli passi».
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