Contagi, sale la tensione: 2 morti in città

Margherita Capannolo, 79 anni, era in ospedale. Luigi Micarelli, operaio 56enne, trovato senza vita in casa: era positivo
L’AQUILA . Risale la curva dei contagi in città, toccando la cifra di 73 nuovi casi registrati in una sola giornata. Si contano anche due vittime del Covid: una donna di Coppito di 79 anni, Margherita Capannolo, che era ricoverata in ospedale, e Luigi Micarelli, di 56 anni, l’operaio edile trovato senza vita mercoledì nella sua abitazione di Poggio Santa Maria di Sassa, risultato poi positivo. Al San Salvatore diventa sempre più critica la carenza di personale e secondo la Fials sono a rischio chiusura l’unità operativa di Neurochirurgia e Stroke Unit e il consultorio cittadino. Da mercoledì e fino a nuove direttive, i tamponi effettuati sul territorio e dalle Usca verranno processati a Teramo, con allungamenti dei tempi per i responsi. Il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci chiede il commissariamento dell’Asl e della Regione: il presidente Marco Marsilio replica parlando di «avvelenatori di pozzi».
MANCA IL PERSONALE. «Gli organici del presidio ospedaliero San Salvatore sono in condizioni critiche: mancano infermieri, ausiliari, operatori socio sanitari, tecnici, medici e psicologi. In molti casi i dipendenti sono costretti a lavorare continuativamente anche per 20 giorni rinunciando al riposo». Il segretario della Fials Simone Tempesta elogia la dedizione del personale impegnato quotidianamente nell’emergenza coronavirus, ma sottolinea le gravi carenze, che mettono a rischio i servizi. «Gli spostamenti di personale nelle degenze Covid», spiega, «ha ulteriormente depauperato gli organici di tutte le unità operative, già da tempo carenti. A questo va aggiunto drammaticamente che molti “eroi” hanno contratto il virus, diventando di fatto dei malati. Gli esempi più eclatanti di ciò sono le condizioni in cui vertono l’unità operativa di Neurologia e Stroke Unit e il consultorio dell’Aquila, che sono a rischio chiusura. Nella prima, a causa della grave carenza di personale infermieristico, ridotto a sole sei unità, e con la necessità di avere sempre due infermieri in servizio per garantire un livello assistenziale accettabile, saranno costretti a passare a un’organizzazione del lavoro con turni di 12 ore. Nel consultorio risulterebbero contagiati o in ogni caso assenti sette addetti su otto tra medici, infermieri, ostetriche e psicologi e la chiusura del servizio sembra inevitabile: se così fosse, bisognerà capire il motivo per cui il contagio ha dilagato». Secondo Tempesta, questa situazione, anche se non così accentuata, si riscontra in altre unità operative. «Il nostro presidio ospedaliero», conclude, «necessita in maniera urgente di nuovo personale da inserire nella turnazione, prima che la situazione precipiti».
«COMMISSARIARE L’ASL». «Il volantino affisso dall’Asl che annuncia all’Aquila, fino a nuove direttive, l’impossibilità di gestire e processare i tamponi, smistandoli a Pescara e a Teramo, è l’ultima drammatica conferma della tragedia in atto». Per Pietrucci «siamo nel caos più totale: l’unica soluzione è commissariare Regione e Asl, colpevoli di inerzia e incompetenza. I reparti Covid sono scoppiati, moltissimi pazienti per mancanza di posti sono a casa in isolamento, ma spesso non vengono visitati perché il medico di famiglia non ce la fa a seguirli e le Usca non sono sufficienti». Il consigliere regionale, sostenuto dai Giovani Democratici, ricorda poi che «a Pescara è stato allestito un nuovo Covid hospital in due mesi, che adesso, e purtroppo lo avevamo detto, per funzionare dovrà prendere il personale dalle rianimazioni di tutta la regione. E qui da noi, dopo sei mesi, ancora non funziona il Delta 7 e non è stato adeguatamente preparato il laboratorio analisi». Replica con i dati sui ricoveri provenienti da tutte le province il governatore Marsilio: «Sarebbe ora che chi vuole fare, legittimamente, l’opposizione, imparasse a farla con serietà, senza alimentare fantasmi, sospetti, guerre fratricide, illazioni. Dire, contro l’evidenza dei fatti, che a Pescara qualcuno stia rifiutando di accogliere malati di altre province, oltre che falso e infamante, è profondamente ingiusto verso il personale medico e paramedico che sta facendo i salti mortali per l’emergenza».
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