Contratti di solidarietà LFoundry pronta a modificare il piano

20 Dicembre 2018

Cresce la preoccupazione tra i dipendenti e le Rsu Pesanti critiche dalla Fiom che non aveva firmato l’intesa

AVEZZANO. Contratti di solidarietà a LFoundry, modifiche in vista. L’organizzazione degli ammortizzatori sociali, richiesti a gran voce da azienda e sindacati per gestire il calo di commesse provocato dalla guerra dei dazi tra America e Cina e le difficoltà incontrate per l’aumento delle materie prime, dovrà essere rivista. Nei giorni scorsi, infatti, la direzione aziendale e le Rsu si sono incontrate per degli aggiornamenti necessari a un mese dall’entrata in vigore dei contratti di solidarietà di 18 mesi per oltre 1.400 dipendenti del sito.
«La direzione ha comunicato che c’è necessità di modificare i piani dei contratti di solidarietà per la restante parte del mese di dicembre in quanto la migrazione al nuovo software ha accumulato ulteriore ritardo, con data di passaggio al nuovo sistema ad oggi non determinabile», hanno spiegato le Rsu, «di fatto, a parte le giornate del 24, 25, 31 dicembre e primo gennaio, in cui la produzione rallenterà, il personale diretto lavorerà normalmente mentre nulla cambierà per quello indiretto. Rispetto alla migrazione al nuovo Mes questa Rsu esprime forte preoccupazione per questo ulteriore ritardo, poiché un fallimento dell’operazione avrebbe un effetto disastroso sul futuro dello stabilimento».
Critici gli esponenti della Fiom-Cgil che non hanno firmato l’accordo per i contratti di solidarietà. «Dubbi sulla strategia che i vertici aziendali starebbero mettendo in campo iniziano a insinuarsi anche in coloro che, all’indomani della frettolosa firma, si ergevano a paladini dei lavoratori stigmatizzando la decisione della Fiom che aveva ritenuto inopportuno sottoscrivere l’accordo vista la penuria di tutele per i lavoratori e l’assenza di garanzie sul percorso industriale da parte del ministero dello Sviluppo economico», hanno precisato dalla Fiom-Cgil. «Cosa avrebbe indotto la Uilm nazionale a contraddire se stessa e a esprimere ora massima apprensione, peraltro ricorrendo alle stesse parole utilizzate dalla Fiom? Davvero inquietante dover constatare che chi ha messo l’azienda in condizioni di non essere una priorità per il ministero dello Sviluppo economico, ora esprima ogni preoccupazione per il futuro dell’industria più grande della nostra provincia».
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