Contratto disatteso Il Comune pagherà la dipendente

25 Ottobre 2020

L’AQUILA. La sezione Lavoro della Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto l’appello proposto dal Comune alla sentenza del Tribunale che riconosceva a una dipendente dell’ente l’indennità di...

L’AQUILA. La sezione Lavoro della Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto l’appello proposto dal Comune alla sentenza del Tribunale che riconosceva a una dipendente dell’ente l’indennità di reperibilità, che non le era stata corrisposta durante il servizio prestato all’ufficio Cimiteri.
Nel giudizio di secondo grado viene riconosciuto che alla dipendente spettasse una somma addirittura maggiore rispetto a quella richiesta sulla base delle presenze e ai calcoli effettuati dall’ente, attestandola sui 26mila euro. Nel procedimento la dipendente comunale era difesa dall’avvocato Isabella Di Benedetto, il Comune da Ilda Coluzzi, a suo tempo anche dirigente del personale. Nonostante avesse da tempo chiesto il trasferimento ad altro ufficio (ottenuto anni dopo) e che l’ente fosse a conoscenza di problemi della donna, la dipendente riferì di essere stata obbligata ad essere sempre reperibile, anche di notte, di domenica e festivi per il disbrigo delle pratiche urgenti per la sepoltura. A fronte di tale reperibilità continua dal 2011 al 2016, il Comune non pagò mai l’indennità prevista dal contratto, che invece viene corrisposta ai 4 impiegati che hanno sostituito la ricorrente dopo il trasferimento. Il Comune dovrà pagare anche le spese legali. (r.s.)