Controlli (negativi) sui cavalli contro la malattia del Nilo

L’AQUILA. Con 160 controlli sui cavalli, compiuti in provincia nel 2018, il servizio veterinario dell’Asl ha svolto l’azione di prevenzione contro la West Nile disease (malattia del Nilo occidentale)...
L’AQUILA. Con 160 controlli sui cavalli, compiuti in provincia nel 2018, il servizio veterinario dell’Asl ha svolto l’azione di prevenzione contro la West Nile disease (malattia del Nilo occidentale) di cui finora non si sono registrati casi sul territorio provinciale, che colpisce esseri umani e animali con una gravissima forma di encefalite.
La patologia, derivante da un virus proveniente dal Nordafrica, sta destando forte preoccupazione soprattutto nella pianura Padana. In Italia, negli ultimi anni, ha provocato finora 19 decessi di persone su 148 casi accertati. Nella penisola i servizi di Sanità animale sono mobilitatati sia per trattare gli animali infetti sia per controllare l’eventuale diffusione della malattia.
Nel comprensorio provinciale il servizio veterinario dell’Asl sta effettuando verifiche, proprio al fine di attuare una capillare azione di prevenzione: nel 2018 i campioni esaminati (160) sono stati in numero nettamente superiore a quelli previsti (114). I controlli hanno dato tutti esito negativo, ma ciò non induce ad abbassare la guardia poiché la malattia è molto insidiosa. La West Nile disease è mantenuta in natura da un ciclo di trasmissione zanzara-uccello-zanzara: le zanzare si infettano pungendo uccelli viremici. Nella zanzara il virus replica e si localizza nelle ghiandole salivari per essere poi trasmesso all’ospite vertebrato (uccello). Nell’uomo i sintomi con cui si manifesta la malattia sono: febbre, mal di testa, mal di gola, dolori muscolari e articolari e, nei casi più gravi, meningite, encefalite e poliemielite. L’inoculazione del virus dalla zanzara al cavallo determina un’encefalite che precede in genere il contagio all’uomo. L’introduzione di questo virus dal Nordafrica è dovuta a varie cause. «Come consiglio utile per ridurre il rischio di esporsi alle punture di zanzara», dichiarano i veterinari Asl, «l’indicazione, oltre a quella di fare uso di repellenti, è di limitare i luoghi umidi vicini all’abitazione dove le zanzare si riproducono e di svuotare (almeno una volta a settimana) l’acqua da sottovasi, ciotole di animali da compagnia, secchi, botti». La West Nile è solo una delle patologie, trasmissibili dall’animale all’uomo, che sono andate emergendo negli ultimi anni.

