Convegno sulla convivenza di due Papi

L’AQUILA. Da quando, l’11 febbraio 2013, Benedetto XVI annunciò la clamorosa decisione di rinunciare al pontificato, nella Chiesa si è fatta silenziosamente largo l’idea che un tale gesto potesse...
L’AQUILA. Da quando, l’11 febbraio 2013, Benedetto XVI annunciò la clamorosa decisione di rinunciare al pontificato, nella Chiesa si è fatta silenziosamente largo l’idea che un tale gesto potesse diventare un giorno meno eccezionale di quanto sia considerato oggi. I precedenti su cui basarsi, sia pure molto remoti e diversissimi tra loro, non mancano. Quel che manca è una regolamentazione: cosa diventa il Papa che rinuncia? Quale autorità ricopre? Fin dove arriva la sua libertà di intervento sui temi della vita della Chiesa? E ancora: quale abito deve vestire? Che tipo di vita deve condurre? Come deve essere chiamato? Il convegno “Papa, non più Papa. La rinuncia pontificia nella storia e nel diritto canonico”, organizzato dall’Università dell’Aquila in programma oggi e domani al dipartimento di Scienze umane, tenterà di fornire delle risposte con l’aiuto di autorevoli storici e canonisti, considerati punto di riferimento su questa tematica. Con l’aiuto di osservatori e giornalisti si cercherà poi di comprendere come potrebbe cambiare la vita della Chiesa e la sua narrazione, a partire dalla straordinarietà del momento, che vede da quasi nove anni la convivenza di due Papi di cui uno “emerito”. Il convegno (inizio 9.30) si svolge a ridosso di una ricorrenza, quella del 13 dicembre 1294, giorno della rinuncia di Celestino V.
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