Convenzioni urbanistiche, il Comune sollecita i privati

L’AQUILA. La giunta comunale ha approvato una delibera sugli indirizzi operativi in materia di convenzioni urbanistiche, ovvero gli atti negoziali attraverso i quali l’amministrazione attribuisce al...
L’AQUILA. La giunta comunale ha approvato una delibera sugli indirizzi operativi in materia di convenzioni urbanistiche, ovvero gli atti negoziali attraverso i quali l’amministrazione attribuisce al privato posizioni di diritto e d’obbligo, allo scopo di definire un determinato assetto degli interessi sul territorio. Nonostante l’Ufficio controllo convenzioni del settore pianificazione abbia sostenuto una costante attività di sollecito e diffida, si registra, purtroppo, un alto livello di inadempimento degli obblighi contratti attraverso convenzione urbanistica, casi in cui il Comune esercita la facoltà di provvedere direttamente all’esecuzione delle opere di urbanizzazione, in sostituzione dei lottizzanti inadempienti e a spese dei medesimi, procedendo all’escussione della polizza fideiussoria prestata a garanzia, all’atto della stipula.
Ma non sempre ciò è così automatico, soprattutto quando sono trascorsi molti anni dalla stipula dell’atto convenzionale e sono cambiate moltissime condizioni. «Ci troviamo ad affrontare», ha dichiarato l’assessore Pietro Di Stefano, «un’altra pesante eredità, risalente a tantissimi anni addietro, quando le convenzioni coi privati non venivano fatte rispettare. La situazione è complessa ma una mano ci è stata data dal cosiddetto “decreto del fare”, nella ridefinizione dei compiti. Ora si offre al privato la possibilità di intervenire sulla convenzione, formulando una nuova offerta dove sia preminente l’interesse pubblico. La giunta ne valuta poi il contenuto e, se positivo, autorizza il settore agli atti conseguenziali. Se invece è negativo si procede al completamento delle opere in danno del proponente e alla contestuale escussione della polizza. Si offre una nuova possibilità di chiudere anni di mala gestione, nella salvaguardia dell’interesse pubblico».

