Convitto, Cgil e preside s’appellano all’Usr
Del Biondo e Ottaviano: l’Ufficio scolastico regionale può scongiurare la chiusura dell’Istituto
L’AQUILA. Salvare il Convitto nazionale Cotugno dalla chiusura per mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti, è possibile. Un barlume di speranza c’è, ed è tutto riposto negli strumenti che l’Ufficio scolastico regionale può adottare. Ed è proprio alla direttrice Antonella Tozza che si rivolgono la segretaria generale della Flc Cgil Miriam Del Biondo, i ragazzi della vasta rete giovanile che abbraccia diverse associazioni (School in progress, Link, Mgs, Uds) e la dirigente scolastica Serenella Ottaviano, che ieri in conferenza stampa hanno ribadito la convinzione che la vicenda del Convitto deve inserirsi «nel contesto di abbandono in cui si trovano le aree interne, L’Aquila compresa». Con una lettera che ha il carattere dell’urgenza, dati i tempi strettissimi, la Flc Cgil Abruzzo Molise chiede all’Usr «un impegno formale a garanzia del diritto allo studio di convittori e semiconvittori in organico di fatto e in deroga al numero minimo di iscrizioni previste, 40 secondo i parametri ministeriali». Nella stessa lettera, il sindacato si mette a disposizione per partecipare «a tavoli di concertazione con tutte le istituzioni coinvolte per salvare dallo spopolamento le aree interne». Del Biondo ha infatti ricordato che sono 4 le scuole che verranno ridimensionate nel prossimo anno: Istituto comprensivo di Balsorano, Istituto onnicomprensivo di Roccaraso, Istituto comprensivo Serafini-Di Stefano (Sulmona), Pescasseroli, che hanno pochi iscritti. La risposta dell’Usr potrebbe arrivare già domani. L’Usr avrebbe questo margine di azione, e dunque si chiede «di porre in essere tutte le possibili azioni, ivi compresa l’eventuale attribuzione di organico di fatto, al fine di garantire il diritto allo studio dei convittori e dei semiconvittori e il funzionamento dell’istituto scolastico almeno per un altro anno». A rafforzare la richiesta, c’è anche la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale lunedì scorso. La non prosecuzione delle attività didattiche, inoltre, comporterebbe anche la perdita di una decina di posti di lavoro. «C’è disinteresse verso i giovani, ci domandiamo perché un ragazzo dovrebbe venire a studiare all’Aquila, città che non è a misura di studente», è stata la denuncia dei ragazzi dei movimenti giovanili, Tommaso Cotellessa, Lorenzo Rotellini, William Giordano e Giorgio Bruno.
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