Coppia ai domiciliari I volontari portano i pasti

10 Dicembre 2019

L’AQUILA. Per quasi un mese una coppia, posta ai domiciliari per presunti maltrattamenti in famiglia, era stata sfamata dai volontari dell’associazione Mensa di Celestino e dalla buona volontà di...

L’AQUILA. Per quasi un mese una coppia, posta ai domiciliari per presunti maltrattamenti in famiglia, era stata sfamata dai volontari dell’associazione Mensa di Celestino e dalla buona volontà di qualche privato come Gilda Panella, che andavano nella loro abitazione a portare il vitto: i due, infatti, non potevano uscire di casa per comprare da mangiare e tantomeno per lavorare. Inoltre in casa non c’era nessun altro in grado di poter uscire per poter provvedere all’approvvigionamento.
Ne era scaturita una situazione davvero singolare e senza possibilità di soluzione. In sostanza, senza l’aiuto esterno di volontari, la coppia avrebbe patito la fame.
La conseguenza di questo è stata la massima indigenza con un altro problema, ovvero lo sfratto esecutivo per affitti arretrati e bollette non pagate. Che, senza andare a lavorare, era impossibile saldare per lui, operaio, e lei, badante. Inoltre a casa c’è un figlio disabile da accudire.
Nei giorni scorsi la svolta. L’avvocato che assiste la coppia, Carlo Benedetti, ha ottenuto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale, su parere conforme del pm, la revoca del duro provvedimento.
Il gip, Marco Billi, ha ritenuto di revocare il provvedimento in quanto non è più possibile inquinare le prove. Inoltre, nei confronti dell’altra figlia, parte offesa nel reato, è stato imposto agli indagati il divieto di avvicinamento.
Benedetti ha anche fatto notare come i presunti maltrattamenti siano comunque limitati nel tempo e riconducibili solo alla frequentazione della ragazza minorenne con un uomo molto più grande di lei, relazione osteggiata soprattutto dalla madre.
In precedenza, una simile richiesta era stata respinta dallo stesso gip che ha poi cambiato idea.(g.g.)
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