Coronavirus, la LFoundry misura la febbre agli addetti

Provvedimenti che riguardano anche il lavoro da casa e le ferie per chi ha figli Alla Fiamm bloccati in Marsica i dipendenti del Nord. Prescrizioni pure alla Saes
AVEZZANO. Le aziende della Marsica si organizzano per far fronte alle disposizioni anti-coronavirus tra misurazione della temperatura e smart working (lavoro “agile”, anche da casa). Sono giorni di preoccupazione e smarrimento in tutto il territorio e le grandi realtà produttive della Marsica, come quelle del resto d'Italia, si sono attrezzate per tutelare i propri dipendenti, senza bloccare il lavoro.
LFoundry, secondo stabilimento più grande d’Abruzzo, ha adottato una serie di precauzioni per i suoi 1.500 lavoratori, impegnati nella produzione di memorie volatili. «All’ingresso dell’azienda è stata predisposta la misurazione della temperatura, tramite un apposito termometro a distanza, a tutte le persone che entrano», ha commentato Roberto Di Francesco, Rsu Fiom-Cgil, «è stata attivata la modalità del telelavoro per tutti dipendenti non direttamente impiegati nell’attività produttiva e poi è stata offerta l’opportunità ai genitori con figli minori, a casa per la chiusura delle scuole, di prendere un periodo di ferie per rimanere loro vicino».
Anche la Fiamm Siapra, azienda che produce batterie per auto e industriali nel nucleo industriale di Avezzano, ha messo in atto una serie di misure per tutelare i suoi 420 operai e già domani ci sarà un nuovo incontro tra i dirigenti e le organizzazioni sindacali, per discutere nuovi parametri da imporre. «Abbiamo dovuto prendere delle misure di precauzione, avendo una nostra sede a Vicenza dalla quale i dipendenti vanno e vengono», ha precisato Alfredo Mascigrande, Rsu Uilm-Uil, «abbiamo deciso di limitare gli spostamenti, arrivando quasi ad azzerarli negli ultimi giorni, a parte qualche eccezione che non poteva essere limitata. Alcuni nostri tecnici di Veronella, vicino a Piacenza, e di Bergamo sono rimasti qui nella Marsica, per non tornare nelle zone rosse, che attualmente sono interessate dall’emergenza. Inoltre, all’ingresso del sito è stato predisposto un questionario che tutti devono compilare prima di entrare, indicando da dove provengono e quale tragitto hanno percorso per arrivare nel nostro stabilimento».
Mascherine e sanificazione anche all’ingresso della Saes. Nel sito dove si producono componenti per alta tecnologia, i 230 operatori devono osservare un protocollo prima di entrare: «Da subito in fabbrica è stato deciso di predisporre la misurazione della temperatura a chiunque metta piede nel sito, tramite un termometro», ha sottolineato Antonello Tangredi, segretario territoriale Fim-Cisl, «inoltre la direzione aziendale ha scelto di consegnare a tutti i lavoratori le mascherine e di attuare un piano che prevede la sanificazione per chi accede al sito».
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