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23 Dicembre 2020

L’AQUILA. Orari d’ingresso scaglionati, potenziamento dei servizi bus, anche col ricorso ai privati, spostamento delle fermate in zone più ampie per evitare assembramenti e più controlli nei luoghi...

L’AQUILA. Orari d’ingresso scaglionati, potenziamento dei servizi bus, anche col ricorso ai privati, spostamento delle fermate in zone più ampie per evitare assembramenti e più controlli nei luoghi a rischio di maggiore affollamento. Queste le misure contenute nel documento stilato nell’ambito del tavolo di coordinamento per la problematica legata al rientro a scuola degli studenti delle secondarie di secondo grado e al piano trasporti pubblici.
CHI C’ERA. Le riunioni organizzative, aperte il 9 dicembre dal prefetto Cinzia Torraco, si sono susseguite nelle successive due settimane, curate dalla task force istituita in prefettura dal rappresentante territoriale del governo, con la collaborazione di Regione; Provincia; Comuni dell’Aquila, Avezzano, Sulmona, Carsoli, Tagliacozzo, Castel di Sangro e Roccaraso; questore; comandanti provinciali dei carabinieri e della Finanza; Ufficio scolastico regionale e provinciale; Motorizzazione civile; Tua e Ama. «L’obiettivo del lavoro», fanno sapere dal palazzo del governo, «è stato quello di determinare ogni possibile soluzione per garantire il rientro in sicurezza del 75% degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, nella considerazione che evitare qualunque forma di assembramento costituiva l’obiettivo principale da raggiungere».
TRE MACRO-AREE. Le criticità rilevate sono state individuate suddividendo la provincia in tre macro-aree: “Città dell’Aquila”, “Area Marsica” e “Area Valle Peligna-Alto Sangro” e procedendo successivamente con l’elaborazione di singole schede tecniche per ogni istituto scolastico, raffrontando orari di ingresso e di uscita con quelli stabiliti dalle società di trasporto e tenendo in considerazione il numero degli studenti, la loro provenienza e la ridotta capacità di riempimento dei mezzi a disposizione, fissata al 50% della loro capienza. «I principali provvedimenti che saranno adottati», proseguono dalla prefettura, «riguardano in particolare scaglionamenti negli orari di ingresso; adeguamento e potenziamento delle corse urbane ed extraurbane, anche con il ricorso del noleggio di vettori privati di trasporto; lavori di adeguamento di alcune fermate urbane ed extraurbane, anche con l’utilizzo di zone di maggiore ampiezza e predisposizione dell’attività di controllo al fine di contenere e possibilmente evitare ogni rischio di assembramenti nei luoghi di maggiore affollamento». In città la criticità maggiore è il polo di Colle Sapone.
IL MESSAGGIO. «Il prefetto Torraco intende ringraziare tutte le componenti che hanno contribuito alla definizione del documento per il grande sforzo collaborativo messo in atto per consentire ai ragazzi, privati ripetutamente quest’anno della possibilità di frequentare le lezioni come naturale, di tornare a scuola in piena sicurezza». Ai ragazzi il prefetto affida l’esortazione «a rispettare tutte le misure previste, a indossare con regolarità la mascherina e a evitare qualunque forma di contatto e di assembramento, nel rispetto della salute di tutti e della possibilità di continuare, come tutti auspicano, le lezioni scolastiche in presenza».
SATURIMETRI. Gli anziani sono l’altra categoria da tutelare. Il Comune punta a distribuire, tra gli anziani e le fasce più fragili, saturimetri per contrastare l’avanzata della pandemia, agevolando un tempestivo intervento terapeutico qualora la rilevazione dei parametri indichi un sospetto caso di contagio. È l’obiettivo della delibera con cui è stato dato il via libera alla proposta lanciata dal sindaco Pierluigi Biondi, nel corso di diverse riunioni dell’unità di crisi. Il programma di monitoraggio si articolerà attraverso l’acquisto di 2.000 dispositivi che segnalano la quantità di ossigeno nel sangue, uno degli indicatori di riferimento per monitorare l’andamento dell’infezione, tramite Afm. Gli apparati, come già condiviso con l’Ordine dei medici, saranno distribuiti dai dottori di famiglia nei nuclei familiari con presenza di persone di almeno 75 anni di età o che comunque, secondo valutazione del dottore, possano averne bisogno. Successivamente, inoltre, si valuterà la necessità di ricorrere a un servizio di call center per procedere periodicamente con la raccolta delle misurazioni.
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